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PostHeaderIcon Al nido mangia tutto, ma a casa fa i capricci

Al nido mangia tutto, ma a casa fa i capricci

Quante volte a noi mamme succede? Il nostro piccolo sembra apprezzare molto di più i manicaretti del nido, che le nostre doti culinarie, e sebbene ci sforziamo di elaborare pappe sane e gustose, spesso a casa, il nostro piccolo fà i capricci per mangiare..perchè?

Bisogna fare prima di tutto un’osservazione: l’appetito di nostro figlio, che mangia al nido, dipende soprattutto dalle reazione di noi genitori. Infatti, per noi mamme è molto importante il pasto del nostro piccolo, che trascorre l’intera giornata fuori casa. Spesso però, è proprio questa la prima causa di ansia di noi mamme, perchè non abbiamo la situazione sotto controllo e non sappiamo se nostro figlio mangia (quanto e come). Ansia, che come si sa, si riflette sul piccolo. Ecco dunque qualche consiglio..

  • Anche se può non essere facile, impara ad accettare l’autonomia del tuo bambino mentre impara a mangiare da solo, dopo la fase di stretta dipendenza dell’allattamento e del primo svezzamento. Molte mamme, infatti, sono così peoccupate per la crescita del proprio bambino, che temono che a scuola il piccolo non assuma tutti i nutrienti necessari, come, per esempio, la paura che possa non mangiare la carne. Così ci sono bambini che non mangiano a casa, mentre si nutrono bene in classe, proprio perchè svincolati dalle aspettative familiari.
  • Trasforma il momento della pappa in un gioco e non in un conflitto con il tuo bambino! Molti genitori, infatti, vivono in modo più viscerale il fatto che il piccolo mangi poco o tanto, interpretandolo come un giudizio su se stessi, e traformando così il pasto del piccolo, in una piccola guerra. Bisogna invece prendera atto che  nostro figlio al nido, accetta la supervisione a distanza delle educatrici, che incoraggiano la sua atonomia, invece a casa "pretende" la nostra vicinanza.
  • Al nido e a scuola valgono regole che a volte saltano in famiglia e che danno più gusto al cibo che si consuma. Adotta quindi, anche tu qualche piccola buona regola durante i pasti di tuo figlio, come per esempio, niente TV mentre si mangia, e orari fissi, ma flessibili. Infatti è  importante che il piccolo possa manipolare e giocare con il cibo anche a casa, e non solo al nido! Quindi prenditi un po’ più di tempo e trasforma il pasto di tuo figlio in un momento da condividere serenamente tutti insieme.

 

PostHeaderIcon 10 passi verso lo Svezzamento

10 passi verso lo svezzamento

E’ finalmente arrivato il momento per il tuo bimbo di far assaggiare nuovi sapori. Ma come iniziare lo svezzamento? Ho ascoltato in merito, un gruppo di mamme alle prese con i loro "svezzamenti" e ho raccolto così i loro consigli. Ecco, dunque, i 10 passi più importanti da seguire verso uno svezzamento senza problemi:

  1. Il tuo bambino è pronto? Monia è la mamma di Lara, 16 settimane. Anche Luisa ha un bambino di 16 settimane, Diego. Lara però non è ancora pronta per affrontare i cibi solidi; Diego, invece sì! Si sa, non tutti i bambini sono uguali. Soprattutto per quanto concerne lo svezzamento, non esiste una "regola fissa" per tutti. Se il tuo bimbo non ha ancora 4 mesi o se è un bebè prematuro, ma tu ritieni che sia arrivato il momento, prima di iniziare lo svezzamento, consigliati con il pediatra: i reni del piccolo e il suo apparato digerente, infatti, potrebbero non essere ancora maturi per assumere i cibi solidi.
  2. Prepara l’attrezzatura. Serena, mamma del piccolo Simone (5 mesi) e di Matteo (3 anni) dice: "Con Matteo non ho avuto nessuna difficoltà ad iniziare lo svezzamento, anche se all’inizio non ero molto organizzata. Ora con Simone iniziare sarà molto più semplice! Vi consiglio di organizzare tutti gli "strumenti" prima, in modo da non trovarvi con un bambino che vi strilla come l’esorcista e la pappa schizzata sul soffitto!". Vi occorrono: un piatto (preferibilmente di plastica) o una terrina, diversi cucchiaini (quelli piccoli di plastica sono i migliori), alcuni contenitori con coperchio (per la congelazione) e un mixer da cucina (è molto importante che le pappe frullate siano prive di grumi). Poi, pulisci con cura tutto quello che utilizzi per preparare la pappa.
  3. Scegli il giorno e l’ora giusta. "A Denise, che ora ha 3 anni, ho iniziato verso i 5 mesi a farle assaggiare la frutta. All’inizio è stato un vero disastro! Non avevo assolutamente idea di come si svezzasse un bambino e quale fosse il momento giusto per iniziare. Poi ho imparato.. soprattutto a seguire il suo ritmo" dice Laura, mamma anche di Valentina (3 mesi). Come Laura, anche tu dovrai cercare di seguire il ritmo del tuo piccolo: quando decidi di iniziare lo svezzamento, scegli un momento in cui il tuo bimbo non sia stanco nè troppo affamato. Prova dopo che ha fatto il sonnellino o a metà poppata, quando ancora non è del tutto sazio. La cosa importante in questa fase iniziale è fargli conoscere sapori e consistenza dei cibi. Cerca dunque, di non essere ansiosa, poichè il tuo piccolo coglie ogni tuo stato d’animo.
  4. Soltanto un "pochino" di pappa per iniziare. Stefania, 6 mesi, non ne voleva sapere di assaggiare i nuovi cibi. La sua mamma ha risolto così: "..forse vedere il cucchiaino pieno di pappa la spaventava. Quindi ho iniziato con un pochino di crema di riso, mescolata al suo solito latte. Ho avvicinato il cucchiaino alle sue labbra e.. miracolo, la mia Stefy ha iniziato a succhiare il nuovo cibo!" Non è necessario, infatti, mettergli tutto il cucchiaino in bocca. All’inizio la quantità di cibo deve essere minima e potrà essere aumentata gradualmente.
  5. Quando gli dai la pappa, sorridi e parla con il tuo bebè. "Lory è davvero uno spasso quando gli do la pappa. Ridiamo e cantiamo insieme e lui sembra gradire ogni giorno di più i nuovi cibi.." dice Claudia, mamma di Lorenzo, 7 mesi. Se sarai allegra e molto rilassata, il tuo bimbo accetterà di mangiare più volentieri e scoprirete insieme che questo momento può anche essere davvero divertente.
  6. Non devi sforzarlo mai. Su questo punto tutte le mamme che ho avuto occasione di intervistare, sono state assolutamente d’accordo: lo svezzamento non è una gara a cronometro, il bambino ha bisogno di tempo per abituarsi ai nuovi sapori. Quindi, se volta la testa o sputa la pappa, è del tutto normale! Il piccolo non dovrà essere assolutamente obbligato a mangiare. Dagli il suo latte e domani proverai a riproporgli la sua pappa, magari cambiando sapore (se noti che non gradisce la crema di riso, prova a offrirgli un purè di carote). Non demoralizzarti: quando sarà il momento, le cose andranno meglio.
  7. Cerca di variare i gusti. Michela, mamma di Maria, 7 mesi, dice: "Ho iniziato da circa un mese a svezzare Maria. All’inizio per una settimana, le ho dato un po’ di crema di riso col latte. Poi ho aggiunto la frutta e ora sto introducendo la verdura. Sta andando tutto a meraviglia!". Ogni volta che cambi il tipo di alimento, devi continuare ad offrirglielo al tuo bambino per almeno quattro giorni consecutivi, questo per abituarlo meglio al nuovo sapore. Inoltre, abbi sempre cura di preparare pappe sufficientemente liquide.
  8. Spuntini per abituarlo a masticare. "Quando Mattia aveva circa 8 mesi" dice Teresa, sua mamma "a volte, tra una pappa e l’altra, gli davo per merenda pane tostato o una banana o un biscotto". Tra i sei e i nove mesi, il piccolo potrà fare tre pasti leggeri al giorno (avendo cura di non aggiungere mai il sale). Per merenda potrai offrirgli una fetta di pane tostato, un biscotto o altri cibi un po’ più solidi, ideali per abituarlo a masticare. Non lasciarlo però, mai solo mentre mangia questi alimenti, poichè potrebbe andargli un boccone di traverso.
  9. Lascia che pasticci con la pappa. Paola, mamma di Christian, 7 mesi: "Quando do la pappa a Christian la cucina si trasforma in un campo di battaglia. Christian si diverte a pastrugnare la pappa con le manine, con la faccia ma anche con i cucchiaini che gli do per giocare. Qualcosa alla fine gli entra anche in bocca!" Dopo i sei mesi, il piccolo vorrà tenere da solo il cucchiaino. Mentre gli dai la pappa, fallo giocare con un altro cucchiaino, così cercherà di mangiare da solo. Da questo momento il bimbo può mangiare di tutto (escluso l’uovo, che è bene introdurlo verso l’anno), sempre frullando i cibi o tagliandoli a pezzettini molto piccoli.
  10. Non svegliarlo per mangiare. Lucia, mamma di Marco, 8 mesi, all’inizio dello svezzamento ha adottato sin da subito un comportamento rigido, facendo mangiare il piccolo ad orari prestabiliti, senza mai cedere: "..ma presto mi sono accorta dell’errore. E’ del tutto inutile svegliare un bambino che dorme per farlo mangiare, perchè non mangerà! Anzi, Marco restava di malumore per il resto della giornata e spesso mi saltava anche il pasto successivo." E’ proprio così! Concordano in coro tutte le altre mamme. Se il piccolo sta dormendo durante l’ora in cui di solito mangia, non svegliarlo e lascialo riposare. Anche se dorme per parecchio tempo, significa che è proprio questo, quello di cui aveva realmente bisogno. Quindi aspetta che si svegli da solo e dagli da mangiare anche se è l’ora della merenda e quando arriva l’ora di cena, offrigli qualcosa di più leggero.

Inoltre..

COSA FARE

  • Controlla sempre la temperatura della pappa.
  • Lavati le mani prima e durante la preparazione delle pietanze.
  • Tieni pulito il ripiano da cucina, dove prepari la sua pappa.
  • Fai seguire a tuo figlio una dieta equilibrata.
  • Evita di aggiungere alle sue pappe dolcificanti, zucchero, miele, spezie e soprattutto il sale.
  • Se il bimbo ha meno si 6 mesi, devi evitare: formaggi non pastorizzati o formaggi molli, coe il gorgonzola; il latte vaccino; gli agrumi; le uova; gli alimenti che contengono glutine (leggi sempre gli ingredienti, sulle confezioni); succhi di frutta; patè di fegato; verdure fibrose, come il sedano.
  • Tra i 6 e i 9 mesi, quando il piccolo inizia a mangiare i formaggi e a prendere il latte vaccino, verso il primo anno di età, non dargli prodotti scremati o parzialmente scremati.
  • Verso il nono mese, il bimbo può mangiare quasi tutto. Da evitare le noccioline (soprattutto se in famiglia si sono verificate reazioni allergiche), il miele, le uova sode e i formaggi non pastorizzati.
  • Non devi mai dimenticare il latte. Durante lo svezzamento, assicurati che il tuo bambino assuma latte a sufficienza, sia materno che artificiale. Man mano che aumenterai la quantità di alimenti solidi, il piccolo vorrà bere meno latte, ma dovrai continuare a darglielo.

COSA NON FARE

  • Preparare alimenti crudi, servendosi degli stessi utensili che utilizzi per cucinare altri cibi.
  • Congelare i cibi nel momento in cui sono ancora bollenti: assolutamente sconsigliato!
  • Conservare i cibi che sono avanzati.

Letture Consigliate: http://www.mammeunite.it/

PostHeaderIcon PAPPA AL FORMAGGIO (A PARTIRE DAI 5 MESI)

svezzamento: pappa al formaggio

Preparazione: 10 minuti / Cottura: 35/40 minuti / 1 porzione

Ingredienti:

  • 220 g d brodo vegetale con carota, patata e zucchina
  • 15-30 g di verdure passate (1 o 2 cucchiai)
  • 8 g di olio extravergine di oliva (2 cucchiaini)
  • 20-25g di crema di mais (2 cucchiaini scarsi)
  • 55 g di formaggino ipolipidico (privo di polifosfati con un massimo del 7% di grassi)

Preparazione:

  • Preparare il brodo e filtrare.
  • Passate le verdure.
  • Stemperate nel brodo 2 cucchiaini del passato di verdure, 2 cucchiai scarsi di crema di mais e il formaggino.
  • Sul fornello scaldate la pappa così ottenuta.
  • Fate raffreddare e aggiungete i 2 cucchiaini di oliodi oliva extravergine

 

PostHeaderIcon Crema di mare delicata (a partire dai 9 mesi)

Pappa, svezzamento, ricette a prova di cucchiaino

Preparazione: 10 minuti / Cottura: 20 minuti / 1 persona

Ingredienti:

  • 2 carote medie
  • 250ml di brodo di verdura
  • 3 cucchiai di crema mais-tapioca
  • 1 filetto di sogliola
  • 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva

Preparazione:

  • Pulite bene le carote, spuntatele alle estremità e fatele lessare nel brodo di verdure.
  • Frullate il tutto e riportate ad ebollizione.
  • Aggiungete la crema di mais-tapioca, amalgamando con cura.
  • Togliete la pelle dal filetto di sogliola e fatelo cuocere a vapore per 15 minuti.
  • Togliete tutte le lische, passatelo al setaccio e fuori dal fuoco unitelo alla pappa.
  • Condite con 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva.
  • Servite tiepido.

PostHeaderIcon Il primo dentino

 

Il suo primo dentino, dentizione

Il suo primo dentino è sempre un’emozione fortissima per i genitori. Ma ogni bambino ha i suoi tempi..

Il processo della dentizione ha inizio solitamente intorno ai sei mesi di vita. Ogni mese, in media, compare una nuova coppia di dentini: prima gli incesivi inferiori, poi i due superiori e così via. In tutto i dentini da latte sono venti.

  • Sono però tempi indicativi: alcuni bimbi mettono i primi dentini più tardi, anche diversi mesi dopo il sesto. Solitamente, quando la dentizione inizia più tardi, i dentini tendono poi a spuntare tutti insieme o ad intervalli molto brevi uno dall’altro.
  • Se i denti tardano a comparire non c’è da preoccuparsi: non si può di certo accelerarne la crescita! Bisogna soltanto munirsi di pazienza e aspettare. prima o poi arriveranno. Solo in alcuni rari casi i denti sono del tutto assenti, ma si tratta di una patologia associata ad altri difetti evidenti. Se il bimbo è sano, non è il caso di preoccuparsi.
  • Ovviamente sino alla comparsa dei dentini, spazzolino e dentifricio sono inutili: per curare l’igiene orale del piccolo, si potrà pulire le gengive periodicamente con una garzetta imbevuta di acqua e bicarbonato. Il bicarbonato ha la proprietà di creare nella bocca un ambiente a bassa acidità, che previene le infezioni da candida (piuttosto frequenti nei neonati).

 

PostHeaderIcon Alla fine del Primo anno

Schema dei pasti alla fine del primo anno

Normalmente 4 pasti nella giornata. Due pasti sono a base di latte o latticini, con latte materno, oppure latte adattato di proseguimento (circa 250 ml a pasto) o latte vaccino diluito; yogurt (1 vasetto di yogurt intero + frutta e/o biscotto); ricotta (80 g + miele o biscotto); farine lattee (alla frutta, ai cereali o al biscotto).

Due pasti sono a base di minestrina, con il seguente schema:

  • 200 grammi di BRODO/PASSATO DI VERDURE (versione intermedia o completa) o BRODO DI CARNE;
  • 30 g di CEREALI (pastina, pane, semolino, creme multicereali, fiocchi);
  • CARNE (omogeneizzato 80 g, carne fresca 50 g) o FORMAGGIO (30-40 g) o PROSCIUTTO (30-40 g) o PESCE (50 g) o un TUORLO D’UOVO;
  • 2 cucchiaini di OLIO D’OLIVA;
  • 2 cucchiaini rasi di PARMIGIANO. 

In alternativa, per bambini particolarmente precoci, il pasto si può frazionare in: PRIMO PIATTO di pastina o riso asciutti con olio e parmigiano (e pomodoro) e SECONDO PIATTO di carne o pesce o prosciutto cotto, con passato di verdure. Tale schema comporta normalmente la difficoltà a completare tutto il pasto proposto e quindi non c’è fretta di adottarlo.
Brodo/passato di verdure – versione completa

Dopo i 9-10 mesi, nella preparazione della pappa si possono utilizzare i legumi e il pomodoro. Oltre a patata, carota, zucchina, sedano, spinaci, bietole/coste, zucca, cipolla, finocchio e lattuga, si possono aggiungere: fagioli, fagiolini, piselli, lenticchie, ceci e pomodoro. È però buona regola effettuare sempre un cambiamento per volta, provando una nuova verdura alla settimana: così facendo si individuerà più facilmente la o le verdure non bene tollerate.

Preparazione: fate bollire le verdure in un litro di acqua a fuoco lento per circa 2 ore (fino a far dimezzare la quantità di acqua) e poi filtrare; passare le verdure filtrate e aggiungerne qualche cucchiaio al brodo.
Potete conservare in frigorifero in recipiente chiuso per massimo due giorni. E’ possibile anche la conservazione in freezer, surgelando il quantitativo occorrente per un pasto in contenitori diversi e scongelando giorno per giorno.
Non aggiungete nè sale, né dado.

PostHeaderIcon Proseguimento 8°-10° mesi

Schema dei pasti a 8-10 mesi

Normalmente 4 pasti nella giornata. 

Due pasti sono a base di latte o latticini, con latte materno, oppure latte adattato di proseguimento (circa 250 ml a pasto); yogurt (1 vasetto di yogurt intero + frutta e/o biscotto); ricotta (80 g + miele o biscotto); farine lattee (alla frutta, ai cereali o al biscotto).

Due pasti sono a base di minestrina, con il seguente schema:

  • 200 grammi di BRODO/PASSATO DI VERDURE (versione intermedia o completa) o BRODO DI CARNE;
  • 30 g di CEREALI (pastina, pane, semolino, creme multicereali, fiocchi);
  • CARNE (omogeneizzato 80 g, carne fresca 50 g) o FORMAGGIO (30-40 g) o PROSCIUTTO (30-40 g) o PESCE (50 g) o un TUORLO D’UOVO;
  • 2 cucchiaini di OLIO D’OLIVA;
  • 2 cucchiaini rasi di PARMIGIANO.

Introduzione del glutine

A partire dai 6 mesi si può iniziare ad introdurre alimenti contententi glutine. Il glutine è una proteina contenuta in alcuni cereali (frumento, orzo, segale e avena), che qualcuno non tollera: è per questo che l’itroduzione è rimandata. Da questo momento in poi il bambino potrà iniziare a mangiare alimenti derivati da queste farine: pasta, pane, semolino, creme multicereali, fiocchi integrali, creme d’orzo, biscotti (senza uovo, però) e fette biscottate.

 
Brodo/passato di verdure – versione intermedia

In una seconda fase, è opportuno che nella preparazione della pappa si incominci ad utilizzare verdure diverse. Oltre a patata, carota e zucchina, si possono aggiungere: sedano, spinaci, bietole/coste, zucca, cipolla, finocchio, lattuga. È però buona regola effettuare sempre un cambiamento per volta, provando una nuova verdura alla settimana: così facendo si individuerà più facilmente la o le verdure non bene tollerate.

Preparazione: fate bollire le verdure in un litro di acqua a fuoco lento per circa 2 ore (fino a far dimezzare la quantità di acqua) e poi filtrare; passare le verdure filtrate e aggiungerne qualche cucchiaio al brodo.
Potete conservare in frigorifero in recipiente chiuso per massimo due giorni. E’ anche possibile la conservazione in freezer, surgelando il quantitativo occorrente per un pasto in contenitori diversi e scongelando giorno per giorno.
Non aggiungete altri tipi di verdura fino ai 9 mesi compiuti. Non aggiungete nè sale, né dado.

Introduzione del pesce

Il pesce può essere introdotto nella dieta del lattante a partire dagli 8 mesi e non prima, per evitare sensibilizzazioni allergiche. Normalmente lo si aggiunge alla minestrina vegetale, al posto della carne, oppure losi potrà proporre al bambino a parte, condito con olio e passato di verdure. Se il bambino lo gradirà, potrete prepararlo anche 2-3 volte alla settimana. 
Esistono in commercio sia il liofilizzato che l’omogeneizzato, ma è meglio utilizzare il pesce fresco (o quello surgelato) cotto a vapore o bollito. 
È preferibile iniziare con i pesci più magri (cioè trota, sogliola, nasello, merluzzo, dentice, cernia, luccio, branzino, orata, rombo e palombo), ma dopo l’anno di età si potrà introdurre nella dieta del bambino praticamente qualsiasi varietà di pesce. Non è invece consigliabile neanche l’assaggio di crostacei (gamberi, granchi, aragoste) o di molluschi (seppie, calamari, vongole, cozze).

Note: in caso di familiarità per allergia (uno o entrambi i genitori allergici, anche se con sintomi non gastrointestinali), l’introduzione del pesce va rinviata a dopo l’anno di età.

 
Introduzione dell’uovo

L’uovo è alimento ricco di ferro, di colesterolo e di proteine ed è quindi utilissimo nella dieta. D’altro canto, insieme al latte di mucca, è fra i principali responsabili di allergia alimentare nel bambino. Per questo si ritiene giusto provarlo gradualmente: dopo i 9 mesi di età si fa assaggiare il tuorlo (prima qualche cucchiaino aggiunto alla minestrina e poi un tuorlo intero al posto della carne, una volta alla settimana); dopo l’anno di età, si può introdurre l’uovo intero (alla coque, sodo, strapazzato con il formaggio o cotto nella salsa di pomodoro; è permessa la frittata, purché cotta al forno o in padella antiaderente senza grassi).

Note: in caso di familiarità per allergia (uno o entrambi i genitori allergici, anche se con sintomi non gastrointestinali), l’introduzione dell’uovo va rinviata a dopo l’anno di età.

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maggio: 2012
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