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PostHeaderIcon Se il piccolo prende i vermi intestinali

Se il piccolo prende i vermi intestinali

Il vostro bambino continua a tirare le mutandine e a grattarsi il sederino e di notte si sveglia lamentandosi? E’ molto probabile che il suo problema siano i vermi intestinali, anche noti come ossiuri.

La denominazione scientifica di questi parassiti intestinali è Enterobius Vermicularis: si tratta di piccoli microrganismi bianchi che vivonno nell’intestino e che le mamme riscontrano nelle feci del loro piccolo, a mò "di parmigiano grattugiato" (!). L’infestazione è favorita dalle scarse condizioni igieniche, dalla presenza di soggetti portatori nelle scuole, asili ecc. Le uova ingerite si schiudono nel tratto gastroenterico superiore e le larve maturano durante la loro migrazione al colon. La femmina matura (che vive 3 mesi) depone le uova nella regione anale, che attecchiscono grazie ad una specie di collante adesivo. Un individio affetto da enterobius può ospitare molte migliaia di vermi, provocando un forte prurito, soprattutto nella regione anale, che potrebbe presentare lesioni da grattamento (nelle bimbe, nel caso di migrazione degli ossiuri, anche in vagina).

LA TRASMISSIONE. Le uova si possono trovare nelle sabbiere, ma anche tra i giochi o la biancheria, dove restano vitali dieci-quindici giorni. I bambini le introducono nell’organismo mettendo le mani in bocca: infatti le uova possono annidarsi sotto le unghie.

DIAGNOSI. Consigliato il test: al risveglio, prima di andare in bagno, applicate al vostro piccolo una striscia di scotch trasparente nell’area perianale, lasciando per 15 minuti. Portatelo poi ad analizzare in laboratorio.

CURA. Si usano farmaci antielmetici, generalmente sciroppi o compresse,somministrati in dose unica, ma il trattamento è da ripetere dopo quindici giorni e va esteso a tutta la famiglia.

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Se la fontanella non si chiude

Quando si saldano le ossa del cranio dei bambini?

La fontanella anteriore della testa,  si chiude solitamente fra i 9 e i 18 mesi, quindi in media a circa 13 mesi. Tuttavia succede di frequente, che la chiusura avvenga in anticipo o  in ritardo rispetto a questi limiti, senza che ciò indichi necessariamente un’anomalia.

Alcuni bimbi assolutamente normalissimi, infatti, possono avere la fontanella chiusa già a 3 mesi; altri invece, normali anche loro, hanno la fontanella un po’ aperta anche sino ai 2 anni e oltre. Il motivo è soprattutto collegato alla misura della testa che il piccolo ha ereditato dai genitori. Per esempio, nel caso in cui i genitori hanno la testa un po’ piccola, a sua volta il cranio del bambino sarà destinato a rimanere piccolo; accade il contrario, invece, ai bambini che hanno ereditato una testa più grande della media.

E’ vero, atresì, che una chiusura precoce o tardiva rispetto ai limiti di tempo usuali può indicare un problema. Ma come distinguere, dunque, la normalità da un fenomeno patologico? Seguendo i parametri standard: se la circonferenza del capo del piccolo continua a crescere entro i limiti normali e se il suo sviluppo psicomotorio procede correttamente, state pure tranquille che tutto sta procedento per il meglio!

 

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In caso di stitichezza del neonato e del bambino

La stitichezza nei bebè e nei bambini è un problema molto comune, soprattutto se il piccolo viene allattato artificialmente, oppure se ha da poco iniziato lo svezzamento. Tuttavia la stitichezza può essere risolta facilmente, se si interviene tempestivamente e in modo adeguato.

Ma da cosa è provocata? La stitichezza talvolta può essere provocata da un virus o da un’altra malattia, ma solitamente la causa più frequente è una carenza di liquidi o di fibre nella dieta del bambino.

La stitichezza nei neonati allattati al seno

In genere i bambini allattati al seno non soffrono di stitichezza, perchè il latte materno è facilmente digeribile e incoraggia la formazione di diversi tipi di batteri utili nell’intestino del piccolo. Inoltre, i bebè allattati al seno, hanno dei livelli più elevati di un ormone denominato motilina, il quale favorisce i movimenti intestinali. Tuttavia è normale che il neonato possa avere fenomeni di stitichezza e non scaricarsi per due o tre giorni. In questi casi è consigliabile dare da bere al bambino uno o due cucchiaini di acqua tiepida, precedentemente bollita, al fine di aiutare il movimento intestinale.

La stitichezza nei bebè allattati artificialemente

Diversamente dai bambini allattati al seno, quelli allattati artificialmente sono più soggetti a soffrire di stitichezza. Se il tuo piccolo emette delle feci troppo dure e quindi prova dolore, devi fare molta attenzione quando prepari il latte, assicurandoti di non eccedere mai con la dose di latte in polvere. E’ molto probabile che il pediatra ti consiglierà di far bere di più il tuo bambino. Nel caso abbia già iniziato lo svezzamento, potrai offrirgli della frutta passata o un po’ di succo di frutta diluito, per aiutare il suo movimento intestinale.

Durante e dopo lo svezzamento

Con l’introduzione delle prime pappe, anche i ritmi intestinali del tuo bambino cambieranno. E proprio a causa delle nuove abitudini alimentari, l’intestino del tuo piccolo dovrà abituarsi gradualmente e quindi potrebbe essere più soggetto a stitichezza. In caso di intestino bloccato, il piccolo potrebbe avvertire dolore nel momento dell’evacuazione e quindi trattenere di proposito le feci. Assicurati, pertanto, che tuo figlio durante il giorno assuma molta acqua o succo di frutta diluito, oltre naturalmente al suo solito latte.

Qualche consiglio per evitare la stitichezza

  • Un bel massaggio, in caso di intestino bloccato, è sicuramente d’aiuto. Ungiti le dita con olio d’oliva (o con un po’ di crema idratante) e partendo dall’ombelico, effettua un massaggio dall’interno verso l’esterno del suo pancino, con movimenti circolari. Poi, sempre steso sulla schiena, prendigli le gambine e muovile dolcemente come per fargli fare "la bicicletta". Continua a massaggiarlo solo se non si innervosisce.
  • Anche un bel bagnetto caldo può avere degli effetti stimolanti per l’intestino del tuo bambino. E dopo il bagnetto, un bel massaggio!
  • Un cucchiaino di succo di prugna è sicuramente uno dei rimedi migliori per il tuo bebè in caso di stitichezza. Se il piccolo ha più di sei mesi, puoi provare anche ad offrirgli un cucchiaino di succo d’arancia.

Quando il tuo bebè sarà svezzato, ecco come puoi risolvere il problema:

  • Durante il giorno fai bere molta acqua o succo di frutta diluito al tuo bambino.
  • Cerca di farlo mangiare ad orari regolari.
  • Offrigli alimenti integrali, come cereali e avena.
  • Introduci nella dieta del tuo bambino soprattutto le fibre: piselli, fagioli, mais dolce, patate, ma anche frutta come albicocche, uva e fichi.
  • Evita di somministrare al piccolo supposte o altri lassativi, a meno che non siano stati consigliati prima dal pediatra.

Se nonostante tutti i tentativi, il bambino non dovesse dare segni di miglioramento, oppure noti delle tracce di sangue nelle sue feci, chiama il pediatra! Non aspettare troppo, però, perchè è importante intervenire tempestivamente per evitare infezioni intestinali.

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    admin
maggio: 2012
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