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Le prime analisi del sangue in gravidanza: come interpretarle

Le prime analisi del sangue da effettuare in gravidanza non sono analisi del sangue qualsiasi: non solo accertano le buone condizioni di salute, ma sopattutto informano su quelle del tuo bambino. Ecco come interpretare ciascun parametro.

ISOIMMUNIZZAZIONE: IL FATTORE RH

La Isoimmunizzazione, più comunemente conosciuta come incompatibilità del fattore Rh, comporta la distruzione dei globuli rossi fetali, attraverso degli anticorpi creati dalla madre con fattore Rh negativo, contro il fattore Rh positivo dei globuli rossi del feto. In questo caso i globuli rossi vengono riconosciuti come estranei e quindi distrutti. Se questo problema non viene individuato tempestivamente e curato con una profilassi specifica, il feto potrebbe essere itterico, soffrire di anemia congenita e idrope. Esistono diversi metodi per verificare la presenza di anticorpi, sia sul siero materno, che sulla superficie dei globuli rossi fetali.

L’analisi: il test più utilizzato è quello di Coombs diretto (svela la presenza di anticorpi sui globuli rossi fetali) o indiretto (svela la presenza di anticorpi antiD nel siero materno).

Come si interpretano i risultati:

  • Se il Coombs indiretto è neativo: significa che il tuo organismo non ha sviluppato anticorpi che possono danneggiare i globuli rossi del bambino. Se il tuo fattore è Rh negativo, bisognerà ripetere l’esame ogni mese.
  • Se il Coombs indiretto è positivo: bisogna determinare con ulteriori indagini se si stia verificando un’anemia fetale, mediante funicolocentesi. In questo caso le scelte terapeutiche sono molteplici e dipendono dall’epoca gestazionale e dalla quantità di anticorpi (titolo anticorpale), espressione della gravità della patologia. Verrà instaurato un trattamento profilattico con immunoglobulina Rh0 (D), con modalità che potranno variare a seconda del periodo di gestazione. In questo modo, il rischio di sensibilizzazioe è dell’1% nelle gravidanze a rischio. Le immunoglobuline possono essere somministrate in aggiunta alla plasmaferesi. Un’ulteriore approccio terapeutico è rappresentato dalla trasfusione fetale.

TOXOPLASMOSI

La Toxoplasmosi è un’infezione parassitaria causata da un protozoo (toxoplasma gondii). Per una donna incinta è molto importante la sua forma congenita: l’infezione acuta della madre può essere trasmessa al feto. Solitamente è asintomatica e il danno fetale è più grave nel primo trimestre. E’ possibile contrarla mangiando carne poco cotta (in cui può trovarsi questo parassita) o verdure lavate male, perchè contaminate dal parassita o anche venendo a contatto con le feci del gatto.

L’analisi: il parassita si può individuare nel sangue o in altri fluidi o tessuti del corpo. Gli anticorpi possono essere di due tipi: IgM e IgG. Quelli IgM stanno a significare infezione acuta, mentre quelli IgG, se sono bassi, si riferiscono a un’infezione passata.

Come si interpretano i risultati:

  • IgM e IgG negativi: significa che non si è mai venuti a contatto col parassita responsabile di questa malattia.
  • IgG positivo con IgM negativo: significa che in passato avete contratto questa malattia e attualmente siete immuni. In questo caso potete stare tranquille: non ci sono rischi per il feto.
  • IgM positivo con IgG negativo: l’infezione è in atto, ma l’importante è averla presa in tempo. Si cura con un antibiotico in grado di ridurre possibili danni al feto (corioretinite, calcificazioni intra-craniche, anemia, microcefalia, ecc.).

SIFILIDE

La Sifilide è un’infezione causata da una spirocheta (Treponema pallidum), caratterizzata da diversi stadi: acuto, sub-acuto o cronico. In gravidanza interessa la forma congenita, che per via transplacentare infetta il feto, causando ritardo nella crescita, anemia, ittero, meningite o linfoadenopatia.

L’analisi: vengono definite prove treponemiche non specifiche, di cui la più comune è il test VDRL. Possono presentarsi dei falsi esiti positivi; per questo motivo, in caso di positività, si fa una prova treponemica specifica, come la FTA-ABS.

Come si interpretano i risultati:

  • Se il risultato è negativo: non c’è infezione, quindi va tutto bene!
  • Se il risultato è positivo: significa che è in corso un’infezione. Viene curata con penicillina e in genere dà buoni risultati. E’ molto importante una diagnosi precoce e, a seconda dei casi, verranno effettuati controlli periodici per tutto l’arco della gravidanza. Se si interviene tempestivamente, il rischio per il bambino è minimo.

ROSOLIA

La Rosolia è un’infezione causata da un virus, che provoca un’eruzione cutanea e può colpire adulti e bambini. Molte infezioni sono asintomatiche e possono causare al feto danni congeniti (peso scarso alla nascita e meningoencefalite), e altri permanenti: corioretinite, cataratta, ritardo mentale e problemi del linguaggio.

L’analisi: permette di individuare gli anticorpi specifici contro il virus responsabile, che permette di sapere se si è immuni oppure no.

Come si interpretano i risultati:

  • IgM e IgG negativi: significa che non si è mai venuti a contatto col virus responsabile di questa malattia.
  • IgG positivo con IgM negativo: in passato avete contratto questa malattina e attualmente siete immuni, quindi non ci sono rischi per il bambino.
  • IgM positivo con IgG negativo: l’infezione è in atto. Le donne che si vaccinano dovrebbero aspettare tre mesi prima di iniziare una gravidanza. In caso di negatività degli anticorpi, si deve evitare il contatto con chi è affetto da rosolia. Se ti avessero vaccinato "accidentalmente" all’inizio della gravidanza, non ti preoccupare: il rischio per il feto è talmente basso che non è il caso di interromperla. Se nonostante il vaccino, il test anticorpale risulta negativo, significa che, venendo a contatto con persone affette da rosolia, potrai essere infettata e bisognerà ripetere l’analisi. Se il test anticorpale si mantiene negativo in gravidanza non dovrebbe esserci stata infezione, ma se risultasse positivo ci sarebbe il rischio di malattia fetale congenita.

VIRUS DELL’AIDS

Il virus dell’AIDS è un virus che infetta principalmente i linfociti T e provoca una immundeficienza che favorisce diversi tipi di infezioni, tumori e lesioni neurologiche. Il 30% dei nati da madre con HIV viene infettato, se non si interviene con la terapia.

L’analisi: attraverso un test chiamato ELISA, si possono individuare gli anticorpi dell’HIV 1 e 2. Se l’esame risultasse positivo, verrebbe confermato con un test specifico (Western blot).

Come si interpretano i risultati:

  • Negativo: non c’è stato alcun contatto con il virus.
  • Positivo: indica sieropositività al virus HIV. Il medico deciderà quali altri eventuali esami effettuare, per arginare il rischio di contrarre infezioni. Il trattamento base di Zidovudina diminuisce il rischio di trasmissione al feto. Il parto dovrà essere cesareo e la mamma non potrà allattare al seno. Di recente sono stati scoperti nuovi agenti antiretrovirali.

  • Malattie esantematiche – Quadro riassuntivo 20 novembre 2013
    Qui di seguito un quadro riassuntivo delle principali caratteristiche delle malattie infettive della pelle, spesso ad andamento epidemico, che colpiscono il bambino. Malattia Esantematica Tempo di incubazione (da quando si contrae a quando si manifesta) Durata infezione Come riconoscerla Che cosa fare VARICELLA 14-21 giorni Da 2 giorni prima a 5 giorni dopo la comparsa […]
    admin
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