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PostHeaderIcon Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del bambino dall’8° al 10° mese

Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale dall'Ottavo a Decimo Mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dall’8° al 10° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dall’8° al 10° mese

  • Il piccolo chiamato con il suo nome, risponde.
  • Comunica con gli interlocutori con presa di coscienza.
  • Piange in risposta al "no" dell’adulto.
  • Talvolta accondiscende alla richiesta dell’adulto di eseguire gesti semplici.
  • Si autoconsola attraverso il contatto con parti del proprio corpo o un oggetto caro che gli ricorda la mamma quando questa non è presente (oggetto transizionale).
  • Batte gli oggetti sul tavolo per ascoltare compiaciuto, il rumore che producono.
  • Coinvolge gli adulti nelle sue attività, scagliando gli oggetti a terra e richiedendo che vengano raccolti.
  • Afferra gli oggetti con tutte le dita della mano.
  • Sta seduto da solo e quindi diventa sempre più autonomo.
  • "Gattona", utilizzando così i quattro arti. Alcuni bambini non gattonano, ma incominciano subito ad alzarsi in piedi e a camminare, appoggiandosi ai mobili (o con il supporto dell’adulto).
  • Dalla posizione seduta, riesce ad alzarsi in piedi sempre più con facilità, aggrappandosi a qualche sostegno.
  • Indica, richiedendoli, gli oggetti che lo attraggono; gioca manipolandoli vivacemente, scopre i concetti del "dentro" e del "fuori".
  • Gioca con i propri piedini, li afferra e se li porta alla bocca.
  • Riesce a mangiare un biscotto da solo.
  • Manifesta gioia all’arrivo dei genitori, con la voce e con i movimenti, e dolore o ira al loro allontanamento.
  • Ripete molto spesso le sillabe, che i genitori intrerpretano come prime parole.
  • Gli piace fare il bagnetto.
  • Ha un ritmo sonno-veglia più stabile: di giorno rimane sveglio a lungo e s’interessa dell’ambiente circostante.
  • Gli piace ripetere i gesti che ha appena appreso, questo per confermare tali acquisizioni.
  • Tende le braccia verso l’adulto, per chiedergli di essere preso in braccio.
  • Si rallegra udendo la voce della mamma, anche se proviene da un’altra stanza.
  • La mamma aiuta il suo piccolo a comunicare con gli altri adulti e a raggiungere una parziale autonomia.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dall’8° al 10° mese

  • A 9 mesi, il bambino riesce ad alzarsi in piedi appoggiandosi ad un sostegno e si sposta più facilmente "gattonando".
  • A 10 mesi, si mette seduto da solo; riesce a rimanere in piedi senza appoggio, allargando le braccia.

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PostHeaderIcon Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Neonato dal 6° all’8° mese

Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo-relazionale del neonato dal 6° all'8° mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 6° al 8° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 6° al 8° mese

  • Il piccolo riconosce i volti dei familiari; manifesta le prime reazioni di paura verso gli estranei, alla cui vista scoppia spesso a piangere.
  • Elargisce alla mamma sorrisi, che però nega agli estranei. Appare contento quando vede la madre, la segue con lo sguardo.
  • La notte si addormenta facilmente, ma vuole una persona cara vicina.
  • Emette le prime sillabe (fase della lallazione): la-la, ma-ma, pa-pa, da-da.
  • Riconosce e ricorda i momenti e le situazioni abituali della sua giornata.
  • Prono, appoggiandosi sugli avambracci, libera una mano e afferra un gioco; supino, prende i piedini e li porta alla bocca; incomicia a stare seduto con le braccia allargate.
  • Impara a passare un oggetto da una mano all’altra.
  • Tenendo gli oggetti tra il palmo e le dita della mano, li manipola con precisione.
  • Imboccato mangia le "pappe" semisolide.
  • La mamma può tornare al lavoro (anche se assillata dai sensi di colpa) e impara gradulamente ad accettare il distacco dal piccolo, a riconoscerne l’individualità e a lasciarlo agli altri.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 6° al 8° mese

  • Al 6° mese il piccolo impara a stare seduto anche se per pochi istanti, appoggiandosi in avanti con le braccia estese. Si solleva bene sia in posizione prona, sia supina (riuscendo ad afferrare i piedini e a portarli alla bocca).
  • A 7 mesi, in posizione prona, si apppoggia su una mano sola e con l’altra afferra un oggetto posto dinanzi a sè; riesce a passare gli oggetti da una manina all’altra.
  • A 8 mesi, il babino è capace di restare seduto più a lungo, di rimanere in piedi aggrappato a un sostegno e di muoversi a carponi. Afferra gli oggetti con tutta la mano, li dà all’adulto e li riprende.

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PostHeaderIcon Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Neonato dal 4° al 6° mese

Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo relazionale del neona dal 4° al 6° mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 4° al 6° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 4° al 6° mese

  • Il piccolo vocalizza, quando gli si parla, e tende le braccia verso l’interlocutore.
  • Ride ad alta voce.
  • Le sue reazioni variano ai toni di voce.
  • Sorride alla propria immagine riflessa nello specchio.
  • Tende le braccia verso l’oggetto, lo afferra e lo porta alla bocca.
  • Sta sveglio per periodi sempre più lunghi.
  • Si consola in vari modi, per esempio: s’infila il succhiotto, succhia il pollice, ecc.
  • Sorride quando gioca con le proprie manine, le succhia ascolta le voci.
  • Alla vista del biberon appare eccitato, tende le braccia, apre la bocca, vocalizza emettendo suoni gutturali.
  • Prono, si solleva appoggiandosi sulle mani; supino, si afferra le ginocchia.
  • Fissa la propria manina e la segue nei suoi movimenti.
  • Porta un oggetto alla bocca con una mano, aiutandosi con l’altra.
  • Afferra un oggetto tra il palmo della mano e le ultime dita, contemporaneamente è in grado di occuparsi di un altro oggetto.
  • Rotola dalla posizione supina alla prona, sta seduto con appoggio.
  • Può essere in grado di mangiare con il cucchiaino.
  • La mamma comprende sempre più l’evoluzione del suo piccolo e il suo iniziale distacco da lei, sentendosi meno necessaria. In questo periodo la mamma può tornare al lavoro, mentre il bambino inizia lo svezzamento.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 4° al 6° mese

  • Il bambino migliora la sua abilità nel sollevarsi dal piano in posizione prona e acquisisce la capacità di farlo in decubito supino e di cambiare posizione (supino-prono e viceversa) rotolando. 
  • Afferra gli oggetti con il pollice e le prime due dita della mano.

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PostHeaderIcon Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo-relazionale del neonato dal 2° al 4° mese

Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo-relazionale del neonato dal secondo al quanto mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 2° al 4° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 2° al 4° mese

  • Il bambino sorride al volto, alla voce, alle attenzioni di chi lo circonda.
  • Vocalizza ripetutamente.
  • Riconosce la voce della mamma e si volta verso di lei.
  • Riesce a emettere alcuni suoni gutturali oppure vocali.
  • Dorme prevalentemente durante la notte, mentre il giorno è sveglio ed è attratto all’ambiente attorno a sè.
  • Riesce a consolarsi con maggior facilità ascoltando la voce materna, sentendosi in contatto con lei, succhiando il succhiotto.
  • Si rivela molto abitudinario.
  • Segue con lo sguardo sia il volto, sia gli oggetti in movimento.
  • Solleva bene il capo.
  • Appare eccitato alla vista del cibo, muove vivacemente braccia e gambe, vocalizzando come per avanzare una richiesta.
  • Sdraiato, tenta di sollevare la testa e il tronco; tenta manovre per prendere oggetti.
  • Alternativamente, durante il pasto, succhia e guarda la mamma.
  • Messo a sedere, flette le cosce sul bacino.
  • Appare frustrato se gli viene tolto l’oggetto a lui caro.
  • La mamma è più sicura di sè e delle proprie capacità "materne", è più serena; riacquista gradualmente i suoi interessi esterni.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 2° al 4° mese

  • A 3 mesi il piccolo è in grado di reggere bene il capo. In posizione prona (a pancia in su) si solleva appoggiandosi sugli avambracci. Posto a sedere, flette gli arti sul bacino. Tenta di rotolare da supino a prono.
  • A 4 mesi, in posizione prona si solleva appoggiandosi sulle mani aperte; quando viene posto a sedere flette il tronco in avanti. Tenta di afferrare gli oggetti tenendoli tra il palmo della mano e le dita, poi tenta di portarli alla bocca.

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PostHeaderIcon Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo-relazionale del neonato al 1° mese

Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo-relazionale del neonato al 1° mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante il primo mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE al 1° Mese

  • Il bambino osserva il volto della mamma, soprattutto quando viene allattato.
  • Smette di piangere quando sente la voce della mamma.
  • I tempi di veglia sono brevi: si sveglia per il pasto, rimanendo sveglio e tranquillo per qualche tempo, poi si riaddormenta.
  • Si tranquillizza quando la mamma è presente, lo guarda e lo coccola.
  • Ricerca continuamente il contatto fisico con la mamma.
  • Può essere momentaneamente consolato anche da un’altra persona.
  • Cerca intensamente il seno o il biberon.
  • Supino (a pancia in giù), tiene gli arti flessi e il capo ruotando da un lato; agita gambe e braccia; stringe forte un dito posto nella sua mano.
  • Prono (a pancia in su), solleva il capo per un istante.
  • A volte piange emettendo suoni gutturali.
  • Fissa un oggetto posto dinanzi a lui.
  • Reagisce ai suoni o alle voci muovendosi, sussultando o piangendo.
  • Afferra il capezzolo tra le labbra, lo lecca, lo succhia con intento affettivo.
  • Succhia il dito, il bavaglino oppure la maglietta.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA al 1° Mese

  • Il piccolo, lasciato in posizione supina, tende a tenere il capo ruotato da un lato e gli arti flessi e ravvicinati al corpo.
  • In posizione supina mantiene il capo in asse con il corpo; in posizione prona lo solleva dal piano e riesce a reggerlo per breve tempo.

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PostHeaderIcon Quando morde gli altri bambini

Quando morde gli altri bambini

"Il mio bambino di due anni morde gli altri bimbi quando siamo al parco giochi. Di solito perchè vuole strappargli i giochi di mano. Io dico che non deve farlo, ma lui non mi dà retta!"

Tutti i bambini provano dei sentimenti molto forti e possono diventare aggressivi (in realtà si tratta di un meccanismo di autosopravvivenza), però ancora non hanno la maturità sufficiente per poterli gestire. Talvolta, infatti, il tuo piccolo potrebbe trovarsi in una situazione per lui troppo difficile da fronteggiare e questo disagio può spingerlo a mordere o a picchiare il suo amichetto. Questo anche perchè il piccolo si sente in competizione con gli altri coetanei e probabilmente si sente vulnerabile.

In questi casi bisogna osservare il comportamento del bambino mentre gioca, in modo da capire la causa che lo spinge a perdere il controllo di sè. E’ quindi importante che a tuo figlio venga insegnato il rispetto nei confronti degli altri, iniziando nel farti vedere da lui mentre chiedi scusa sia al suo amico, che alla mamma di quet’ultimo. Successivamente spiegagli che anche se lui vuole un giocattolo, picchiare e mordere un altro bambino per ottenere quello che si vuole, non è giusto.

Forse ti sembrerà strano, ma mentre spieghi queste cose al tuo piccolo, anzichè sbraitargli contro, accarezzalo e fallo sentire rassicurato. Lo aiuterà a sentirsi compreso da te e compresa la sua rabbia e probabilmente la prossima volta che avrà uno scontro con un altro bambino, eviterà di morderlo.

PostHeaderIcon L’amico immaginario

L'amico immaginario dei bambini

Appena dopo il compimento del secondo anno di vita del tuo bimbo, potresti accorgerti che in casa c’è una nuova presenza: un (o più di uno) amico immaginario. E sarà proprio lui a combinarne di tutti i colori in casa: Dov’è finita la spazzola? "Non lo so mammina, sarà sato Polly a prenderla..". Il muro della cameretta è tutto disegnato? "Non sono stato io, è stato Polly..". Che disordine che c’è in cameretta! "E’ stato Polly a mettere in disordine..".

Gli amici immaginari sono un fenomeno comune. Almeno un terzo dei bambini attraversa questa fase e, oltre ad essere un capro espiatorio perfetto per i bambini, sono un ottmo modo per esplorare le emozioni e l’immaginazione del bimbo.

Man mano che il bambino interagisce con il mondo esterno, non c’è da meravigliarsi se trova conforto in un amichetto (immaginario), che peraltro fa quello che vuole lui! E’ un compagno di giochi invisibile, ma gli fa compagnia quando si annoia o si sente solo, lo aiuta a superare i momenti di difficoltà e rappresenta un ottimo modo per fare pratica, quando si farà molto presto degli amichetti veri.

In genere i bambini che maggiormente tendono ad avere un amico immaginario sono i primogeniti, i figli unici e i bambini molto intelligenti.

  • Perchè picchia gli altri bambini 17 maggio 2012
    Talvolta suscita preoccupazione nei genitori, altre volte imbarazzo, ma l'aggressività e le diverse modalità tramite cui si esprime sono una componente del tutto naturale nei bambini: picchiare, scalciare, colpire, urlare rappresentano per lui un mezzo come un altro per esprimere i propri stati d'animo. Questo vale soprattutto sino all'età di […]
    admin
maggio: 2012
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