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Le prime tappe sociali
Spesso i bambini si mostrano affettuosi e collaborativi sin dalla più tenera età: un atteggiamento deliziosamente disarmante per gli adulti. Ma si tratta di un atteggiamento innato o indotto dall'ambiente? Vediamo di capire insieme.. Ecco una breve sintesi sulle tappe sociali del bambino dai primi mesi a dopo i 2 anni:
DOPO LA NASCITA E FINO A 7-9 MESI, il bimbo non ha alcuna possibilità di 'simpatizzare' con i propri simili, in quanto non percepisce se stesso come essere autonomo bensì come qualcosa di indifferenziato dalla mamma (soprattutto durante i primi 2 mesi, il neonato percepisce se stesso come un prolungamento della mamma stessa). E quando comincia a rendersi conto della propria unicità, prova inizialmente un senso di ansia e di insicurezza che si manifesta con la paura verso gli estranei (che compare di solito intorno all'8° mese).
POI, VERSO L'ANNO DI VITA, ecco che i gattonamenti e i primi passi lo allontanano fisicamente dai genitori, permettendogli di assaporare piccoli sorsi di autonomia. Una coscienza di sè e delle proprie risorse che si rafforza nei mesi successivi, offrendogli gli strumenti emotivi per entrare in empatia con gli altri e avvertirne le difficoltà (per esempio, consolando con una carezza un coetaneo che piange).
DOPO I 2 ANNI, il rapporto con gli altri è sviluppato al punto che il bimbo smette di giocare sempre da solo. Ama molto le attività collettive e si mostra amichevole con i compagni, ma è ormai entrato nella fase in cui è pronto a difendere i suoi spazi e gli oggetti di sua proprietà anche a costo di usare le maniere forti. In questa fase il pensiero del bambino è caratterizzato dall'egocentrismo: il bambino è incapace di percepire la differenza tra il suo punto di vista e quello degli altri. Utilizza le informazioni a sua disposizione volte a soddisfare i suoi bisogni, come se avessero un valore assoluto, universale, uguale per tutti. Quanto è soggettivo diventa oggettivo per il bambino. Per il bambino non è possibile considerare punti di vista e conoscenze diverse dalle sue. Pertanto è normale che il piccolo percepisca gli oggetti come: "ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è mio". Osservando le transazioni tra bambini fino a 3 anni di età in un parco pubblico, oppure in un asilo nido, è possibile osservare il "linguaggio privato". Si tratta di una forma di monologo abbastanza comprensibile dal punto di vista linguistico, ma inefficace dal punto di vista della comunicazione. Non si preoccupa che gli altri bambini comprendano il suo discorso ed è disinteressato a quello che dicono gli altri. Nei bambini sono fenomeni assolutamente normali.
Quanto influisce la 'società' sullo sviluppo sociale del bambino?
Senza dubbio, ogni bambino preso singolarmente viene influenzato e modificato dall'ambiente culturale in cui cresce. D'altra parte, ogni volta che attribuiamo un cambiamento della natura umana alla 'società', rischiamo di scambiare la causa con l'effetto: è l'essere umano stesso a determinare le regole, e se la nostra specie ha elaborato un'educazione che ci incoraggia a essere, se non proprio egoisti, quanto meno individualisti, un motivo ci sarà.
Alcuni studiosi hanno osservato come l'egoismo infantile faccia la sua comparsa dopo i 2 anni, in quanto è un vero e proprio 'tentativo' di controbilanciare la tendenza biologica dei bambini ad aiutare i propri simili: gli psicologi dello sviluppo, infatti, ritengono che il rovesciamento dei ruoli – il fenomeno per cui è il piccolo a prendersi cura dell'adulto in difficoltà – sia alla base di gravi scompensi nella crescita.
Gli antropologi sono propensi ad attribuire l'innata capacità umana di cooperare, a decine di millenni di..allenamento. I nostri antenati, cacciatori e raccoglitori, erano riuniti in piccoli nuclei e dipendevano gli uni dagli altri per la sopravvivenza a un punto tale che, come sostiene più di uno studioso, ci siamo evoluti fondamentalmente in direzione altruistica poichè non avevamo altra scelta. L'individualismo che compare con l'età, non è altro che una forma di difesa verso i membri di altre 'tribù', in quanto fin dalla preistoria siamo portati a dare socialmente il meglio all'interno di gruppi ristretti (che oggi, soprattutto nelle grandi città, coincidono con il nucleo famigliare).
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Capricci al supermercato
Il supermercato è un mondo magico, pieno di colori, curiosità, suoni, profumi: tutto sembra attirare l'attenzione dei bambini che avolte, sopraffatti da troppi stimoli, diventano ingestibili. Ecco qualche consiglio pratico per evitare i capricci al supermercato:
- La sua lista della spesa: ritagliate con lui da una rivista qualche immagine dei suoi biscotti preferiti, dei pannolini, dello scottex o di altri oggetti leggeri e infrangibili e incollateli insieme a lui in un quadernino. Questa sarà la sua lista della spesa con la qale potrà aiutarvi e restare partecipe e interessato agli acquisti.
- Il posto giusto: se il piccolo sta volentieri nel carrello lasciategli portare il peluche preferito o un libretto che possa distrarlo. Con il caldo, quando le temperature della zona surgelati sono abbassate a livelli polari, evitate di lasciare il carrello stazionante lì.
- Mamma voglio questo, mamma voglio quello: fissate a casa i termini di eventuali acquisti extra. Se insiste per altro valutate quanto è stanco o quanto lo siete voi per sopportare il pianto e il capriccio e se è meglio cedere. Solo se siete serene, provate a distrarlo.
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il Mutismo selettivo nei bambini
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione questo articolo che mi è giunto in redazione in merito al mutismo selettivo, di cui molti bambini ne soffrono e tanti (troppi!) genitori non ne sanno niente.. compresa me, fino a poco tempo fa! L'ho trovato molto interessante e anche molto utile per molti genitori..
"Il mutismo selettivo è un disturbo complesso dell’ansia caratterizzato dall’impossibilità di alcuni bambini di esprimersi e comunicare a parole in alcuni contesti sociali, come all'asilo e a scuola o anche solo in presenza di estranei: mentre si esprimono normalmente a casa in presenza dei famigliari più stretti, non riescono a far uscire le parole con altre persone, specialmente adulti, diventano dei “bambini muti”, relazionandosi e comunicando come se fossero tali. Ma non è semplice timidezza..!
La sensazione che provano i genitori di un bambino, di una bambina o di un ragazzo quando viene formulata la diagnosi di Mutismo Selettivo è, in genere, di smarrimento e di “vuoto”: vuoto intorno a sé, perché non si sa cosa sia e solitamente non se ne è mai sentito parlare; vuoto per la carenza informativa nelle strutture sanitarie; vuoto per l’impossibilità di leggere e documentarsi attraverso pubblicazioni in italiano; vuoto.. perché si ha l’impressione di essere i soli a dover affrontare tutto questo.
In Italia infatti lo studio e l’interesse per il Mutismo Selettivo è scarso, la letteratura clinica in lingua italiana pressoché inesistente e risulta difficile valutare la percentuale di incidenza e prevalenza di questo disturbo, in quanto non esiste uno studio o una raccolta di dati statistici.
Sensibilizzare su questo disagio è una delle attività primarie dell'Associazione italiana mutismo selettivo – A.I.Mu.Se onlus - http://www.aimuse.it/ che intende coinvolgere medici pediatri, insegnanti, educatori e naturalmente le famiglie, allo scopo di intervenire adeguatamente.
Grazie all’intervento della nostra Associazione, a fine marzo 2010 è stato pubblicato, da Edizioni La Meridiana, il primo libro in italiano interamente dedicato a quest'argomento, ad uso di genitori, insegnanti e terapeuti: "COMPRENDERE IL MUTISMO SELETTIVO" tradotto delle pubblicazioni di Elisa Shipon-Blum.
Inoltre abbiamo realizzato il primo pieghevole informativo sul mutismo selettivo (cfr. all.ti)
Vogliamo che tutte le bambine e i bambini che soffrono di Mutismo Selettivo possano avvalersi di un quadro diagnostico corretto, in modo da poter intervenire rapidamente su questo disturbo, in quanto il fattore “tempo” gioca un ruolo determinante per un’efficace terapia.
Il Mutismo Selettivo nega al bambino quella parte di serenità e quella spensieratezza che dovrebbero caratterizzare la sua prima fase di vita, quando la scoperta del mondo e delle cose suscita in lui stupore e meraviglia, stimolandolo anche attraverso le relazioni con le persone.
Nutriamo la speranza che, stimolati dal confronto con esperienze straniere, anche in Italia si comincino a raccogliere dati e che, un poco per volta, favorendo lo sviluppo di una cultura del Mutismo Selettivo, si crei anche nel nostro Paese un circuito di professionisti e studiosi che
espongano le loro tesi, le arricchiscano e fra loro si confrontino.”
Grazie della Vostra attenzione.
*A.i.Mu.Se onlus http://www.aimuse.it/
Associazione Italiana Mutismo Selettivo
Quando il silenzio non è d'oro..*
ll bambino, il suo sviluppo e i libri
Durante i primi anni di vita, i bambini possono fare dei libri gli usi più disparati, ma è comunque importante che i piccoli abbiano sin dai primi mesi, contatto con i libri e con la lettura. Se voi amate la lettura, anche il bambino lo sentirà e l'amerà anche lui.
Leggere ad alta voce al piccolo ha moltissimi vantaggi:
- crea l'abitudine all'ascolto,
- aumenta i tempi di attenzione,
- accresce il desiderio di imparare,
- calma, rassicura e consola,
- rafforza il legame affettivo tra chi legge e ascolta.
Ecco, dunque, alcune brevi indicazioni (assolutamente non rigide) che potranno servire a seguire e comprendere lo sviluppo del tuo bambino. Ricorda che i bambini seguono percorsi di sviluppo anche molto differenti e con tempi diversi: alcuni bambini, infatti, iniziano a camminare e a dire le prime parole, prima e altri dopo, alcuni possono iniziare a fare una cosa prima di un'altra e così via..
A 6 mesi il bambino
- prende gli oggetti, li segue con lo sguardo se cadono;
- inizia a gorgheggiare e ad emettere i primi suoni vocalici;
- è attratto dalle foto e dalle figure del libro che cerca di prendere e di "mangiare";
- ama la routine (es. la lettura della storia prima della nanna).
Ai bambini di questa età piacciono le ninne nanne, che accompagnano il suono della parola al movimento del corpo, al contatto fisico, alle sensazioni olfattive e visive e, talvolta, anche gustative.
A 9 mesi il bambino
- sta seduto e si tiene eretto appoggiandosi;
- afferra meglio gli oggetti, li ispeziona e li morde;
- comincia a ripetere suoni sillabici (ba-ba, la-la, ma-ma);
- gioca a nascondino (cucù-sette).
I libri a questa età e fino a 12 mesi devono essere possibilmente resistenti, atossici, con colori vivaci e raffiguranti oggetti famigliari o figure di bambini.
A 12 mesi il bambino
- si muove a carponi e inizia i primi passi;
- cerca gli oggetti nascosti;
- inizia a dire le prime parole (mamma, pappa, papà);
- tiene il libro, aiutato, e gira più pagine alla volta.
I libri devono essere robusti e maneggevoli. Le figure preferite a questa età, riguardano azioni famigliari (mangiare, dormire, giocare) e piccoli animali, mentre i testi preferiti sono ad esempio, le filastrocche. Il contatto fisico con l'adulto è fondamentale.
A 15 mesi il bambino
- cammina piano con incertezza;
- osserva le espressioni dei genitori per essere approvato nelle sue esplorazioni;
- ripete e imita le espressioni (sorpresa, negazione);
- non ha la pazienza di stare seduto a lungo.
Ai piccoli di queta età piacciono i libri con frasi brevi e facili, che possono imparare ad anticipare.
A 18 mesi il bambino
- cammina più sicuro;
- costruisce una torre con tre o più elementi;
- indica gli oggetti desiderati con l'indice;
- ha un vocabolario di diverse parole;
- imita il linguaggio calcando sull'intonazione.
In questo periodo, ai bambini piacciono libri che parlano di animali (con versi buffi e rumori), di bambini, delle cose di ogni giorno, con frasi brevi e semplici.
A 24 mesi il bambino
- corre, ma l'equilibrio è ancora precario;
- indica le parti del corpo;
- ha un vocabolario di alcune decine di parole e inizia a combinare due parole in ogni frase;
- trascina i libri in giro per la casa e "legge" alle bambole.
Intorno a questa età, ai bambini piacciono le storie che danno l'opportunità di identificarsi con i personaggi, che raccontano prove da superare, che fanno ridere. Quando si passeggia con il piccolo gli si possono leggere anche le scritte, i cartelli e i segnali.
A 30 mesi il bambino
- sale e scende le scale autonomamamente;
- ha un vocabolario in rapida espansione;
- ha intenti comunicativi e comprende molto di più di quanto sia capace di esprimere;
- inizia a rappresentarsi in una attività che ha fatto o che farà.
In questo periodo ai bambini piacciono storie di bambini della loro età, che narrano momenti di vita comune (andare a scuola o al parco giochi), di amicizia, di fratelli o sorelle, ma anche libri fantastici, avventurosi. I testi devono essere semplici, o si possono semplificare, in modo da poter essere memorizzati, letti autonomamente o in modo che il bambino possa concludere la frase iniziata dall'adulto.
Le fiabe tradizionali (e in particolare quelle del perchè – animali parlanti che spiegano le cose) aiutano anche a proiettare all'esterno le paure e le emozioni che il bambino ha dentro di sè. Il piccolo ama scegliere la storia e farsela leggere molte volte di seguito.
Col tempo il bambino crescendo, acquista indipendenza nella scelta dei libri e una maggiore abilità di lettura, ma è sempre contento se i genitori gli leggono ad alta voce.
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Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Bambino dal 10° al 12° mese
Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.
Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.
Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.
Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 10° al 12° mese di vita:
LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 10° al 12° mese
- Il bambino è in grado di comprendere semplici ordini, ma molto raramente li esegue.
- Inizia a pronunciare brevi parole, ripete parecchi suoni bisillabici con l'evidente intento di nominare gli oggetti che desidera.
- Accetta oggetti dall'adulto, ma li restituisce solo a chi gli piace.
- Ripete i movimenti e le espressioni verbali che suscitano gli elogi dell'adulto.
- E' in grado di afferrare perfettamente anche oggetti piccoli, tenendoli tra il pollice e l'indice, e se li porta alla bocca, perchè in questo modo li esplora.
- Acquisisce una maggiore autonomia motoria: si siede, si alza, torna a sedersi da solo; cammina con le gambe allargate e le braccia estese verso l'esterno.
- Riesce a camminare per tratti più lunghi, se sorretto per una mano.
- E' sempre più interessato al mondo che lo circonda e vuole conseguire continui progressi, ripetendo anche ciò che vede fare dall'adulto.
- Si sente abbandonato quando i genitori scompaiono dalla sua vista, ma riesce ad autoconsolarsi con oggetti cari, che tiene vicino a sè.
- Apprezza sempre di più cibi nuovi, più saporiti e vuole provare a bere da solo.
- Si addormenta facilmente: il sonno è prevalentemente notturno, di giorno, infatti, fa pisolini brevi.
- Ama giocare con l'adulto; il gioco si basa sull'imitazione di quest'ultimo e mentre gioca comunica tramite la "lallazione".
- Scopre nuove parti del proprio corpo e vuole aiutare la mamma quando lo veste, lo lava e lo nutre.
- La mamma è molto soddisfatta per le nuove conquiste del figlio. Accetta più facilmente, la separazione dal piccolo. Fa i primi tentativi di organizzazione della vita quotidiana.
LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 10° ai 24° mesi
- A 11 mesi, il bambino riesce ad alzarsi in piedi senza appoggio; nella stazione eretta allarga la base di appoggio e ruota posteriormente.
- A 12 mesi, muove qualche passo se lo si tiene per mano. Afferra gli oggeti in modo corretto.
- A 14 mesi, cammina da solo, si rialza dopo una caduta, tiene il tronco ben diritto mentre cammina.
- A 18 mesi, cammina senza allargare la base di appoggio e muove qualche passo di corsa.
- A 24 mesi, sale le scale da solo, si arrampica su sedie e tavoli, pone gli oggetti uno sull'altro.
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Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del bambino dall’8° al 10° mese
Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.
Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.
Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.
Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dall’8° al 10° mese di vita:
LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dall’8° al 10° mese
- Il piccolo chiamato con il suo nome, risponde.
- Comunica con gli interlocutori con presa di coscienza.
- Piange in risposta al "no" dell’adulto.
- Talvolta accondiscende alla richiesta dell’adulto di eseguire gesti semplici.
- Si autoconsola attraverso il contatto con parti del proprio corpo o un oggetto caro che gli ricorda la mamma quando questa non è presente (oggetto transizionale).
- Batte gli oggetti sul tavolo per ascoltare compiaciuto, il rumore che producono.
- Coinvolge gli adulti nelle sue attività, scagliando gli oggetti a terra e richiedendo che vengano raccolti.
- Afferra gli oggetti con tutte le dita della mano.
- Sta seduto da solo e quindi diventa sempre più autonomo.
- "Gattona", utilizzando così i quattro arti. Alcuni bambini non gattonano, ma incominciano subito ad alzarsi in piedi e a camminare, appoggiandosi ai mobili (o con il supporto dell’adulto).
- Dalla posizione seduta, riesce ad alzarsi in piedi sempre più con facilità, aggrappandosi a qualche sostegno.
- Indica, richiedendoli, gli oggetti che lo attraggono; gioca manipolandoli vivacemente, scopre i concetti del "dentro" e del "fuori".
- Gioca con i propri piedini, li afferra e se li porta alla bocca.
- Riesce a mangiare un biscotto da solo.
- Manifesta gioia all’arrivo dei genitori, con la voce e con i movimenti, e dolore o ira al loro allontanamento.
- Ripete molto spesso le sillabe, che i genitori intrerpretano come prime parole.
- Gli piace fare il bagnetto.
- Ha un ritmo sonno-veglia più stabile: di giorno rimane sveglio a lungo e s’interessa dell’ambiente circostante.
- Gli piace ripetere i gesti che ha appena appreso, questo per confermare tali acquisizioni.
- Tende le braccia verso l’adulto, per chiedergli di essere preso in braccio.
- Si rallegra udendo la voce della mamma, anche se proviene da un’altra stanza.
- La mamma aiuta il suo piccolo a comunicare con gli altri adulti e a raggiungere una parziale autonomia.
LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dall’8° al 10° mese
- A 9 mesi, il bambino riesce ad alzarsi in piedi appoggiandosi ad un sostegno e si sposta più facilmente "gattonando".
- A 10 mesi, si mette seduto da solo; riesce a rimanere in piedi senza appoggio, allargando le braccia.
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Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Neonato dal 6° all’8° mese
Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.
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Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.
Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 6° al 8° mese di vita:
LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 6° al 8° mese
- Il piccolo riconosce i volti dei familiari; manifesta le prime reazioni di paura verso gli estranei, alla cui vista scoppia spesso a piangere.
- Elargisce alla mamma sorrisi, che però nega agli estranei. Appare contento quando vede la madre, la segue con lo sguardo.
- La notte si addormenta facilmente, ma vuole una persona cara vicina.
- Emette le prime sillabe (fase della lallazione): la-la, ma-ma, pa-pa, da-da.
- Riconosce e ricorda i momenti e le situazioni abituali della sua giornata.
- Prono, appoggiandosi sugli avambracci, libera una mano e afferra un gioco; supino, prende i piedini e li porta alla bocca; incomicia a stare seduto con le braccia allargate.
- Impara a passare un oggetto da una mano all’altra.
- Tenendo gli oggetti tra il palmo e le dita della mano, li manipola con precisione.
- Imboccato mangia le "pappe" semisolide.
- La mamma può tornare al lavoro (anche se assillata dai sensi di colpa) e impara gradulamente ad accettare il distacco dal piccolo, a riconoscerne l’individualità e a lasciarlo agli altri.
LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 6° al 8° mese
- Al 6° mese il piccolo impara a stare seduto anche se per pochi istanti, appoggiandosi in avanti con le braccia estese. Si solleva bene sia in posizione prona, sia supina (riuscendo ad afferrare i piedini e a portarli alla bocca).
- A 7 mesi, in posizione prona, si apppoggia su una mano sola e con l’altra afferra un oggetto posto dinanzi a sè; riesce a passare gli oggetti da una manina all’altra.
- A 8 mesi, il babino è capace di restare seduto più a lungo, di rimanere in piedi aggrappato a un sostegno e di muoversi a carponi. Afferra gli oggetti con tutta la mano, li dà all’adulto e li riprende.
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