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Capricci al supermercato
Il supermercato è un mondo magico, pieno di colori, curiosità, suoni, profumi: tutto sembra attirare l'attenzione dei bambini che avolte, sopraffatti da troppi stimoli, diventano ingestibili. Ecco qualche consiglio pratico per evitare i capricci al supermercato:
- La sua lista della spesa: ritagliate con lui da una rivista qualche immagine dei suoi biscotti preferiti, dei pannolini, dello scottex o di altri oggetti leggeri e infrangibili e incollateli insieme a lui in un quadernino. Questa sarà la sua lista della spesa con la qale potrà aiutarvi e restare partecipe e interessato agli acquisti.
- Il posto giusto: se il piccolo sta volentieri nel carrello lasciategli portare il peluche preferito o un libretto che possa distrarlo. Con il caldo, quando le temperature della zona surgelati sono abbassate a livelli polari, evitate di lasciare il carrello stazionante lì.
- Mamma voglio questo, mamma voglio quello: fissate a casa i termini di eventuali acquisti extra. Se insiste per altro valutate quanto è stanco o quanto lo siete voi per sopportare il pianto e il capriccio e se è meglio cedere. Solo se siete serene, provate a distrarlo.
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Lettura consigliata: Ebook "Mamme Unite Guida Pratica per Uscire Indenni da Pappa, Nanna, Pianto, Capricci e Vasino" di Manuela Silverswan http://www.mammeunite.it/OffertaSpeciale.html
Quando morde gli altri bambini
"Il mio bambino di due anni morde gli altri bimbi quando siamo al parco giochi. Di solito perchè vuole strappargli i giochi di mano. Io dico che non deve farlo, ma lui non mi dà retta!"
Tutti i bambini provano dei sentimenti molto forti e possono diventare aggressivi (in realtà si tratta di un meccanismo di autosopravvivenza), però ancora non hanno la maturità sufficiente per poterli gestire. Talvolta, infatti, il tuo piccolo potrebbe trovarsi in una situazione per lui troppo difficile da fronteggiare e questo disagio può spingerlo a mordere o a picchiare il suo amichetto. Questo anche perchè il piccolo si sente in competizione con gli altri coetanei e probabilmente si sente vulnerabile.
In questi casi bisogna osservare il comportamento del bambino mentre gioca, in modo da capire la causa che lo spinge a perdere il controllo di sè. E’ quindi importante che a tuo figlio venga insegnato il rispetto nei confronti degli altri, iniziando nel farti vedere da lui mentre chiedi scusa sia al suo amico, che alla mamma di quet’ultimo. Successivamente spiegagli che anche se lui vuole un giocattolo, picchiare e mordere un altro bambino per ottenere quello che si vuole, non è giusto.
Forse ti sembrerà strano, ma mentre spieghi queste cose al tuo piccolo, anzichè sbraitargli contro, accarezzalo e fallo sentire rassicurato. Lo aiuterà a sentirsi compreso da te e compresa la sua rabbia e probabilmente la prossima volta che avrà uno scontro con un altro bambino, eviterà di morderlo.
Perchè i bambini sono gelosi delle loro cose?
Intorno al secondo anno di vita il tuo piccolino inizierà a mostrare un attaccamento quasi morboso per le sue cose.
Se fai venire a casa tua alcuni suoi coetanei, noterai come il tuo bimbo sarà geloso del suo spazio: tuo figlio giocherà accanto agli altri, ma non insieme a loro e se un altro bambino cerca di "invadere" il suo territorio, si potrebbe arrabbiare moltissimo. In questa fase, il pensiero del bambino è caratterizzato dall’egocentrismo (ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è mio!): non ritiene che gli altri bambini sperimentino un’attività mentale indentica alla sua, pertanto si sente in diritto di esercitare una vera e propria dittatura nei loro confronti. In sostanza, dal suo punto d vista, un giocattolo che desidera, si trova solo per puro caso vicino ad un altro bambino.
Per aiutare il tuo piccolo a condividere le proprie cose, digli che potrà tenere lui un giocattolo per cinque minuti, poi lo darà ad un altro bambino, che a sua volta lo terrà per altri cinque minuti e così via. In alternativa, puoi pianificare delle attività che potrete fare tutti insieme. Ricorda che anche questa fase è destinata a passare.
L’amico immaginario
Appena dopo il compimento del secondo anno di vita del tuo bimbo, potresti accorgerti che in casa c’è una nuova presenza: un (o più di uno) amico immaginario. E sarà proprio lui a combinarne di tutti i colori in casa: Dov’è finita la spazzola? "Non lo so mammina, sarà sato Polly a prenderla..". Il muro della cameretta è tutto disegnato? "Non sono stato io, è stato Polly..". Che disordine che c’è in cameretta! "E’ stato Polly a mettere in disordine..".
Gli amici immaginari sono un fenomeno comune. Almeno un terzo dei bambini attraversa questa fase e, oltre ad essere un capro espiatorio perfetto per i bambini, sono un ottmo modo per esplorare le emozioni e l’immaginazione del bimbo.
Man mano che il bambino interagisce con il mondo esterno, non c’è da meravigliarsi se trova conforto in un amichetto (immaginario), che peraltro fa quello che vuole lui! E’ un compagno di giochi invisibile, ma gli fa compagnia quando si annoia o si sente solo, lo aiuta a superare i momenti di difficoltà e rappresenta un ottimo modo per fare pratica, quando si farà molto presto degli amichetti veri.
In genere i bambini che maggiormente tendono ad avere un amico immaginario sono i primogeniti, i figli unici e i bambini molto intelligenti.






