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PostHeaderIcon Mousse di ricotta e banane (a partire dai 18mesi)

Mousse di ricotta e banane 

Preparazione: 10 minuti / 1 porzione

Ingredienti:

  • 40 g di ricotta fresca
  • mezza banana matura 
  • 1 cucchiaio di miele 
  • 2 cucchiai di yogurt 

Preparazione:

  • Tagliate a pezzetti la banana e schiacciatela bene con la forchetta. 
  • Unite la ricotta e lo yogurt e lavora bene il tutto sempre con la forchetta. 
  • Aggiungete da ultimo il miele e mescolate bene in modo da ottenere un crema omogenea. 
  • Servite la mousse guarnendola con fettine di banana.

 


  Lettura consigliata: Ebook "Mamme Unite – Ricette Per I Più Piccoli" di Manuela Silverswan http://www.mammeunite.it/OffertaSpeciale.html

PostHeaderIcon Riprendere ad allattare dopo uno stop

Riprendere l'allattamento dopo uno stop

Un’influenza, una bronchite o un raffreddore non rappresentano alcun ostacolo per l’allattamento, anche quando si ha la presenza di febbre. Tuttavia, in casi sporadici, come un’infezione seria (per esempio l’epatite B) o un intervento chirurgico o l’assunzione di farmaci controindicati, potrebbe essere necessario interrompere per un periodo l’allattamento. Niente paura! Soprattutto se lo stop è di breve durata (48-72 ore) potrai tornare ad allattare regolarmente il tuo bimbo, garantendogli il tuo prezioso alimento. Ecco alcuni consigli per riprendere al meglio l’allattamento:

COSA FARE

  • Svuota il tuo seno. Il primo segreto per tornare ad allattare al meglio il piccolo, è quello di mantenere la lattazione per tutto il periodo in cui devi sospendere le poppate. Per farlo, devi svuotare regolarmente il seno, affidandoti ad uno strumento utilissimo: il tiralatte. Quest’ultimo dovrà essere utilizzato seguendo lo stesso ritmo delle poppate, per far in modo che il tuo organismo continui a produrre la prolattina (l’ormone che obbliga la ghiandola mammaria a produrre latte). Non solo, in questo modo il tuo seno verrà svuotato alla perfezione, evitando il blocco dei dotti galattofori e un ingorgo mammario. Infatti, se il seno non viene svuotato bene, una piccola quantità di latte ristagnerà all’interno dei dotti galattofori, ostruendoli e facilitando così l’ingorgo mammario: il latte ristagnato nella ghiandola mammaria, provoca un’infiammazione molto dolorosa e a quel punto attaccare il piccolo al seno risulterà difficile.
  • Bevi circa due litri al giorno. Acqua, spremute, tisane e ogni bevanda di tuo gusto, sono la prima sostanza per una buona produzione di latte.
  • Quando riprendi: poppate più frequenti. Quando finalmente riattacchi il piccolo al seno, fallo poppare più spesso rispetto a prima della sospensione, seguendo un allattamento a richiesta. Del resto, un maggior numero di poppate aiuterà a migliorare la lattazione. Infatti, a seconda della frequenza dei pasti, il seno stima i bisogni del piccolo e adegua la produzione di latte rispetto alle sue richieste. Per questo, se ti è possibile, quando riprendi ad allattare, concediti due giorni di totale relax.
  • Concediti pause relax. Per le prime 48 ore di ripresa all’allattamento, riposa e concediti delle pause relax: migliorerai la produzione del tuo latte.
  • Allatta con frequenza anche di notte. Le poppate notturne sono quelle che incrementano maggiormente la produzione di prolattina.
  • Il massaggio ossitocinico. Qualora l’allattamento non dovesse riprendere bene, potresti provare ad aiutarti con il massaggio ossitocinico, esercitato sulla schiena – ricorda però, che questo non va a sostituire la suzione del piccolo, quindi le poppate non dovrai mai abbandonarle. Per effettuare il massaggio dovrai avvalerti della collaborazione del tuo partner (o di un’amica), che avrà la funzione di "massaggiatore": siediti su uno sgabello senza schienale davanti ad un tavolo, dove appoggerai le braccia. Curvati leggermente in avanti e appoggia la fronte sulle mani conserte. Da dientro, il tuo "massaggiatore" dovrà effettuare pressioni sufficientemente energetiche con le nocche delle dita, in corrispondenza delle fasce muscolari che corrono parallele alla colonna vertebrale, all’altezza di ogni spazio tra una vertebra e l’altra. Il massaggio dovrà procedere dalla zona cervicale, sino a quella lombare e andrà ripetuto sempre in questa direzione per 2-3 volte, a più riprese durante la giornata. Se questo non bastasse, puoi fissare alcune sedute di agopuntura da un medico esperto: viene effettuata stimolando con aghi 5 punti chiave correlati alla lattazione e, solitamente, già dopo una o due sedute si ottengo i risultati desiderati.

COSA NON FARE

Durante il periodo di interruzione forzata delle poppate al seno, sarebbe bene non allattare il piccolo utilizzando il biberon: la tettarella, infatti,  è un sostituto del seno ed interferisce con la normale suzione. Meglio se riesci ad utilizzare una tazza, un cucchiaino o un bicchierino. In commercio ne esistono di appositi: molto flessibili e simili ad un contagocce. Se il bebè è molto piccolo, puoi somministrargli il latte anche con una siringa privata dell’ago, istillandoglielo in bocca, goccia a goccia. Per quanto riguarda l’alimento da dargli, spetterà al medico -caso per caso- indicarti se puoi usare il tuo latte, oppure se devi ricorrere al latte formulato, in attesa che il tuo riacquisti le giuste caratteristiche.

CONSULTA IL MEDICO SE..

Rivolgiti subito al tuo ginecologo, nel caso in cui, nonostante tutte le accortezze, la produzione di latte stenta a riprendere. Talvolta a causa dell’interruzione, la prolattina si abbassa troppo e la suzione del piccolo, da sola, non è sufficiente a stimolare l’adeguata produzione di latte. In questo caso sarà il tuo medico a valutare se necessaria l’assunzione di farmaci, come il Domperidone (usato di solito per attenuare nausea e vomito), che va usato solo al bisogno e sotto stretto controllo medico, anche perchè non sempre garantisce il risultato voluto e, soprattutto, non ha un effetto immediato.

 

PostHeaderIcon Allattamento misto: dalla mamma e con il biberon

Allattamento misto: dalla mamma al biberon

Alimentazione mista in un lattante: latte materno + latte liquido.

Come regolarsi per le quantità? Quante poppate, quanti biberon che tempo di poppata, che quantità nel biberon. E quando alla poppata segue immediatamente il biberon?

L’alimentazione mista è un problema di difficile generalizzazione in quanto, in alcuni casi, spesso non è necessaria ed in altri la quota di latte materno è talmente irrisoria che mista lo è solo in minima parte ed il bambino è come se fosse allattato solo al biberon. Essendo la gestione di questa alimentazione affidata quasi esclusivamente ai genitori, le regole debbono essere le più semplici e comprensibili possibili senza rendere il loro compito complicato.

La quantità totale di latte (materno + liquido) che il bambino deve prendere in una giornata deve essere orientativamente calcolato in base al peso del bambino, secondo la seguente tabella:

Se pesa (gr.) deve mangiare al giorno numero di pasti
3500 gr 600-650 di latte 100-110 x 6 volte al giorno
4000 gr 650-700 di latte 110-120 x 6 volte al giorno 
4500 gr 700-750 di latte 120-130 x 6 volte al giorno
5000 gr 750-800 di latte 130-150 x 5-6 volte al giorno

Queste cifre debbono essere orientative e, se il bambino prende un po’ meno alimento ma cresce a sufficienza, non va forzato; così pure se dimostra di volerne di più non va limitato eccessivamente. In genere sarebbe opportuno registrare, per 3-4 giorni, le quantità di latte materno assunto (non è facile ma ci si deve provare) per regolarsi su quanto latte liquido andrebbe aggiunto e preparare dei biberon già pronti per i due o tre pasti successivi.

Si può vedere che, in alcuni casi ed in alcuni orari, il latte materno è quasi sufficiente, in altri necessita di un supplemento non esagerato e in altri cospicuo.

Facciamo l’esempio di un bambino che deve prendere, in base al suo peso, 120 gr di latte x 6 volte al giorno; la mamma sperimenta che al mattino, al seno, il bambino ha preso 110 grammi, poi al 2 e 3 pasto ne ha presi 90, al 4 e 5 ne ha presi 60 ed al 6 ne ha presi solo 40 con molta fatica e in 40 minuti. Possiamo dire che il pasto da 110 gr è sufficiente e, se il neonato è soddisfatto, non è necessario nessun supplemento. Ai pasti di 90 sarebbe necessario un supplemento di 30 grammi ma sarà bene darne un po’ di più (40 per esempio) e lasciar scegliere al bambino. Ai pasti di 60 il supplemento dovrebbe essere di 60 grammi (60 materno + 60 liquido = 120). Il pasto della sera di 40 grammi è molto scarso e in questo caso, se la cosa si verifica con puntualità, alla stessa ora e con le stesse cifre, può essere deciso di non attaccare per niente al seno il bambino perché spesso fatica eccessivamente e potrebbe essere stanco dopo la poppata e non prendere il supplemento.

Il problema principale è proprio questo nell’allattamento misto. Il latte materno viene stimolato dalla suzione del bambino e più il bambino.. e più la mamma produce latte: quindi, prima di prendere la decisione di far saltare una poppata al seno, debbono esserci motivi fondati. Infatti il latte materno, oltre al fattore nutritivo, ha il gran pregio di essere un latte "vivo" con fattori protettivi esclusivi di questo alimento (anticorpi, cellule ed altri elementi) per cui anche le piccole quantità hanno un valore importante.

Dall’altra parte c’è il fatto che, se la mamma non ha latte, il bambino, impegnato per 30-45 minuti e oltre in una poppata (magari per prendere 40 grammi al posto di 120), alla fine è spossato e si addormenta per poi risvegliarsi dopo un paio di ore con molta fame e molta stanchezza. Allora all’inizio prevale la fame e prende 60 grammi di latte e poi prevale la stanchezza e si ferma ai 60-80, per poi creare le premesse per un successivo risveglio precoce e così via. Quindi, come regola principale, è consigliabile tenere impegnato il bambino non più di 20 minuti al seno e dare il supplemento relativo, evitando quegli inutili pasti di 45 minuti al seno per ottenere 50 grammi invece di 40.

Regole generali:

-valutare bene la situazione prima di sospendere una poppata: a volte i genitori credono che se il bambino salta una poppata al pasto successivo ne troverà di più e sbagliano. Io sono solito ripetere loro che il seno materno è diverso dal conto in banca e più si fanno prelievi e più il latte aumenta… diversamente dal conto in banca;
-non tenere attaccato al seno più di una ventina di minuti ed evitare quei pasti interminabili dove il neonato fatica il doppio ed ottiene pochissimo latte;
-per le quantità regolarsi con le cifre orientative di sopra, ma far partecipare il bambino alla scelta delle quantità e non lesinare quei 50-100 grammi giornalieri di più, se li prende volentieri;
-il problema degli orari che fa impazzire i genitori (spesso per colpa di noi pediatri) si pu risolvere dicendo che il neonato nasce senza l’orologio, ma con il senso della fame e quindi adattiamoci al questo senso primordiale più importante ed aspettiamo prima di fargli timbrare il cartellino già da neonato.
-Quindi se ha fame non fatelo piangere due ore perché il pediatra ha scritto sul cartellino che alle ore tot  etc. etc. e tantomeno non interponete troppo tempo (una pesata rapida) tra seno e biberon.

PostHeaderIcon La montata lattea

La montata lattea e la prima poppata

L’allattamento al seno, si sa, è il mezzo migliore che la natura offre per nutrire il tuo piccolo. Sono infatti diversi i benefici:

  • il latte materno fornisce tutte le sostanze nutritive di cui il tuo bambino necessita e rinforza le sue difese immunitarie.
  • Aiuta a stabilire un forte legame tra mamma e figlio.
  • Aiuta alla mamma a tornare in forma quanto prima.
  • E un ultimo vantaggio non da poco, il latte materno è gratis!

Se non hai mai allattato, però, può darsi che tu non sappia come avviene la montata lattea. Dunque non farti prendere alla sprovvista! Ecco alcune semplici regole per un allattamento efficace e piacevole..

Nove mesi di preparativi

Durante la gravidanza si ha un aumento di volume e di peso dei seni e al contempo la pigmentazione delle aureole. Questo è dovuto agli elevati livelli ormonali. Se hai intenzione di allattare il tuo bambino, durante la gestazione dovrai dedicare speciali cure al seno, in particolare al capezzolo:

  • pulisci il capezzolo e l’aureola con una garza inumidita di acqua. Poi asciugali molto bene, eliminando tutta l’umidità.
  • Se durante la gravidanza, dovessero comparire secrezioni di colostro, potrai eliminare le piccole crosticine semplicemente con acqua tiepida. Non usare alcol o sostanze che potrebbero seccare la pelle e quindi provocare le ragadi.
  • Dal 6° mese sino al termine della gravidanza, è bene prendere l’abitudine di applicare una crema elasticizzante sui capezzoli e sull’aureole, lasciandoli poi asciugare all’ara. In questo modo favorirai l’aumento di melanina, che li scurisce, diminuendo il rischio di ragadi.
  • Rinforza i capezzoli! Come? Semplicemente facendoli ruotare delicatamente tra le dita, una o due volte al giorno.
  • Se hai i capezzoli retratti o piatti, potrai utilizzare un apparecchio apposito, il "tiracapezzoli", che li rende adatti per l’allattamento, senza stimolarli eccessivamente per non provocare contrazioni, che potrebbero indurre il parto.

La montata lattea

A partire dal 2° o 3° giorno dopo il parto, avviene la montata lattea, ma può ritardare in caso di cesareo (questo intervento non impedisce però l’allattamento). Il colostro e gli estrogeni diminuisco al momento della nascita del bambino affinchè la prolattina attivi la produzione di latte nelle ghiandole mammarie (le quali già durante la gravidanza hanno prodotto il colostro).

Il colostro è il latte iniziale, denso, giallino, ricco di proteine e sali minerali, ma povero di grassi e carboidrati. E’ fondamentale per il suo alto cntenuto di anticorpi materni e linfociti che proteggono il tubo digestivo del neonato, evitando le infezioni. Inoltre esercitano un’azione lassativa.

Dal 6° giorno e per altri 7 o 14 giorni, la madre produce il latte di transazione, caratterizzato da un aspetto meno denso. Quando anche il bambino sarà in grado di digerirlo perfettamente, apparirà il latte definitivo o maturo. Questo latte è più liquido, ma continua ad avere gli anticorpi materni e fermenti che migliorano la flora intestinale del bambino.

La prima poppata

Prima si attacca al seno il neonato meglio è! Subito dopo il parto, se le condizioni fisiche te lo permettono, chiedi al personale medico di poter attaccare tuo figlio al seno.

Non aver paura di chiedere all’ostetrica come si fa: è normale, che al primo parto, una neomamma possa sentirsi impreparata a gestire l’allattamento del suo bambino. Ricordati che l’allattamento, iniziato entro breve tempo, è di reciproco beneficio per la mamma e per il neonato. Allattare subito dopo il parto darà un ottimo avvio alla produzione di latte e, la suzione del capezzolo, da parte del tuo piccolo, ti aiuterà nell’espulsione della placenta. Per il neonato sarà di conforto stare a contatto con la mamma e, il primo latte che produrrai, il colostro, è molto importante per rafforzare le difese immunitarie del piccolo.

La prima poppata sarà un momento indimenticabile e anche l’inizio della reciproca conoscenza fra te e il bambino che hai tenuto in grembo per ben nove mesi. Dopo un po’ ti verrà naturale attaccare al seno il tuo piccolo; allattare un bambino è in realtà molto meno difficile di qualsiasi descrizione.

Qualche utile consiglio durante l’allattamento:

  • Fai attenzione alla dieta e allo stress. Lo stress, gli eccitanti, il digiuno, diminuiscono l’irrorazione sanguigna della ghiandola mammaria, cosa che implica un abbassamento dell’apporto di ossigeno, glucosio, grassi e proteine, con la diminuzione della secrezione di latte.
  • Le dimensioni non contano. La dimensione del seno non influisce sulla quantità di latte, poichè dipende più dal grasso che dalla dimensione ghiandolare.
  • La quantità di latte varia. La secrezione del latte subisce variazioni: dipende dai giorni e dal momento della giornata. Solitamente diminuisce un po’ la sera, a causa della stanchezza.
  • Sì, alle proteine. Tutte le sostanze tossiche e medicinali possono passare nel latte. Pertanto è bene seguire una dieta ricca di verdure, proteine e frutta, evitando il caffè, sigarette e medicine non prescritte dal medico.
  • No, ai sapori troppo forti. I condimenti forti, i carciofi, gli asparagi, la cipolla, l’aglio, i broccoli, il cavolfiore sono solo alcuni alimenti che conferiscono al latte un cattivo sapore, che può indurre il bebè a rifiutarlo.

 

PostHeaderIcon Allattare in viaggio

allattare fuori casa, allattamento artificiale, allattare con il biberon

Oggi, per tutte le mamme che allattano con il biberon, il mercato offre una vastissima gamma di prodotti per allattare il bebè anche in viaggio, comodamente e senza ansie: si passa dagli scaldabiberon che si collegano all’accendisigari dell’auto, alle borse termiche per conservare il latte a bassa temperatura (a patto che poi si abbia la possibilità di riscaldarlo), al latte in polvere confezionato in buste da 20 o 25 grammi, ai dosatori per la polvere per evitare di portarsi dietro l’intero barattolo, sino agli immancabili thermos.

Dunque se volete affrontare un viaggio con un bebè a bordo, ecco quello che dovete mettere in borsa (oltre all’occorrente per il cambio):

  • uno o due biberon (a seconda della lunghezza del viaggio, o del tempo che intendete trascorrere fuori casa, o dalle poppate previste e della possibilità di lavare/sterilizzare i materiali nel frattempo), perfettamente puliti e asciutti, contenente ilnumero di misurini di polvere di latte che sappiamo dover dare al nostro bambino (le case produttrici di solito forniscono degli equivalenti pari a 1 misurino ogni 30 cl di acqua, per produrre cioè circa 100cl o grammi di latte con 90 cl di acqua e 3 misurini).
  • Un thermos adeguato alle vostre esigenze (in commercio ne esistono da 200 cl sino a 3 litri e oltre!), riempito con acqua preriscalata. A tal proposito va ricordato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia sempre di bollire l’acqua, anche quella oligominerale, e di preparare la soluzione con acqua ad almeno 70°C, sia per limitare eventuali batteri che porebbero essere presenti nella polvere di latte, sia per evitare la proliferazione di batteri nell’acqua stessa.
  • Altri accessori come: tovaglioli, fazzolettini uminidificati, un paio di tettarelle di riserva, per assicurare sempre una buona igiene.

Calcolare bene la dose:

Solitamente a casa, prima si misura l’acqua e poi si introducono i misurini nel biberon. Ma quando si decide di allattare il piccolo fuori casa, le due operazioni dovranno essere invertite: è necessario sapere a quanto latte ricostituito equivale la quntità di acqua+polvere che si deve somministrare al proprio bebè. Questo lo si può facilmente calcolare in anticipo in base a una semplice proporzione (fornita dalle case prodruttrici):

90 cl di acqua + 3 misurini = 100 g di latte;

quindi 30 cl di acqua + 1 misurino = 33 g di latte

PostHeaderIcon Ha 1 mese e si addormenta durante le poppate

Si addormenta durante la poppata

Il vostro piccolo ha solo un mese di vita, è molto pigro durante la poppata e spesso si addormenta: c’è qualcosa che non va?

In questo periodo, i neonati hanno cicli di sonno che equivalgono in media al 60% della giornata. Quindi è perfettamente normale che il piccolo riposi quasi ininterrottamente tra una poppata e l’altra.

A patto che il neonato aumenti di peso regolarmente (100g alla settimana circa), anche se dorme mentre mangia, non c’è da preoccuparsi: l’abitudine potrebbe dipendere da un componente caratteriale o a un momento particolare del suo sviluppo. Se il bebè è troppo "patatone", la mamma può comunque stimolarlo, svegliarlo, accarezzaro e coccolarlo.

Nel caso in cui la crescita settimanaele è inferiore ai 100g, occorre rivolgersi al pediatra che controllerà la quantità di latte assunto ed eventualmente prescrivere delle analisi.

PostHeaderIcon Allattamento: alcuni consigli

Allattamento naturale e artificiale, consigli

Durante la gravidanza il tuo corpo si è preparato per l’allattamento: il seno si è ingrossato, le ghiandole che producono latte e i dotti attraverso cui passa si sono sviluppati (in realtà la capacità di allattare non ha niente a che vedere con le dimensioni del seno: anche se è rimasto piccolo sarai in grado di allattare perfettamente).

Il latte materno è l’alimento più completo per il tuo bambino: infatti contiene tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno, tra cui ormoni e anticorpi che non si trovano invece nel latte artificiale. L’unico problema che potrebbe sorgere è l’intolleranza del piccolo ad alcuni cibi, controlla nella nostra tabella quali potrebbero essere i cibi da evitare. L’allattamento crea un legame molto intimo tra la mamma e il piccolo. Chiedi consiglio al pediatra e alle amiche per prepararti a questa importante esperienza.

 

La montata lattea

Dopo il parto, di solito fra il secondo e il sesto giorno, arriva la montata lattea. Prima di quel momento il bambino riceve dalla mamma il colostro, un liquido importantissimo che gli assicura il nutrimento di cui ha bisogno e lo protegge dalle infezioni. Se attacchi al seno il tuo piccolo subito dopo il parto, e, continui a farlo ogni volta che il piccolo è sveglio, verrà stimolata la produzione di latte. Quando arriva la montata lattea il tuo seno sarà gonfissimo: questa situazione si chiama ingorgo mammario e di solito dura pochi giorni. Per aiutare il tuo seno a iniziare bene l’allattamento attacca il tuo bambino ogni volta che vuoi e, per decongestionare il seno, fai una doccia calda indirizzando il getto dell’acqua sul seno; in alternativa puoi fare impacchi freddi e caldi alternati sui seni. Prova anche a massaggiare verso il basso il seno con il palmo delle mani, magari sopra una bacinella calda: ti aiuterà ad avere sollievo.  

 

La prima poppata

Prima si attacca al seno il neonato meglio è! Subito dopo il parto, se le condizioni fisiche te lo permettono, chiedi al personale medico di poter attaccare tuo figlio al seno. Non aver paura di chiedere all’ostetrica come si fa: è normale, che al primo parto, una neomamma possa sentirsi impreparata a gestire l’allattamento del suo bambino. Ricordati che l’allattamento, iniziato entro breve tempo, è di reciproco beneficio per la mamma e per il neonato. Allattare subito dopo il parto darà un ottimo avvio alla produzione di latte e, la suzione del capezzolo, da parte del tuo piccolo, ti aiuterà nell’espulsione della placenta. Per il neonato sarà di conforto stare a contatto con la mamma e, il primo latte che produrrai, il colostro, è molto importante per rafforzare le difese immunitarie del piccolo. La prima poppata sarà un momento indimenticabile e anche l’inizio della reciproca conoscenza fra te e il bambino che hai tenuto in grembo per ben nove mesi. Dopo un po’ ti verrà naturale attaccare al seno il tuo piccolo; allattare un bambino è in realtà molto meno difficile di qualsiasi descrizione.

 

Le posizioni per allattare bene

Ecco alcune dritte per allattare bene il tuo bambino. Innanzituutto decidi un posto nella tua casa in cui creare un angolo dedicato a te al tuo bambino, in cui potrete stare tranquilli. Cerca di utilizzare una comoda poltrona che abbia alcuni cuscini che ti possano sostenere la schiena. Trova una posizione rilassata e non di tensione. Prima di offrire il seno al bambino, guarda se la posizione in cui è, gli permette di afferrare bene il capezzolo. Se il bambino si attacca correttamente (il neonato deve prendere in bocca buona parte dell’areola insieme al capezzolo) non devi avvertire alcun dolore o irritazione. Molti neonati sanno fin da subito succhiare bene, per altri è necessario qualche giorno per imparare. Una volta imparata la tecnica, potrai allattare anche da sdraiata, e imparerai a riconoscre il modo di mangiare del tuo piccolo: vedrai il tuo bambino, inizialmente, succhiare con avidità e deglutire con forza, per poi rallentare il ritmo e godersi il contatto con la sua mamma.

 

Il piccolo succhia abbastanza?

Ogni mamma, soprattutto all’inizio dell’allattamento, si chiede se il suo piccolo sta mangiando abbastanza e, per questo motivo, la tentazione di pesarlo a ogni poppata è fortissima. Niente di più sbagliato! A parte casi eccezionali, in cui è il pediatra a chiedere ai genitori la doppia pesata, non c’è bisogno di pesare continuamente il bambino: ecco alcuni accorgimenti che ti fanno capire che il tuo piccolo mangia bene. Innanzitutto controlla quanti pannolini bagna nell’arco della giornata: se ogni giorno bagna 6-8 pannolini e va di corpo frequentemente sta, probabilmente, prendendo abbastanza latte. Molti bambini perdono peso nella prima settimana di vita e lo recuperano entro due-tre settimane. Da quel momento un aumento di mezzo chilo al mese o di 120-200 grammi alla settimana è considerato accettabile. Ricordati che ogni bambino ha dei ritmi di crescita personali: perciò non paragonare il peso di tuo figlio con i coetanei che trovi al parco! L’importante è che il tuo piccolo sia sano e vivace e allattalo quando te lo chiede!

  • Amore e Rigore 7 dicembre 2011
    di Manuela Silverswan (Introduzione a: "Capricci: Consigli Pratici di Mamme Unite") Ricordo, quando ancora studiavamo, la tenerezza e la dolcezza con cui io e mio marito guardavamo i neo-genitori con i loro frugoletti in braccio (in verità, lo faccio ancora). Allora ci sembrava tutto facile.. visto da fuori. Eravamo sicurissimi di come avremmo tira […]
    admin
febbraio: 2012
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