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Deambulazione: se ancora non cammina bene dopo l'anno

La maggior parte dei bambini inizia a camminare in modo autonomo, senza necessità di sostegno, verso l'anno di età. Ma non sono pochi quelli che cominciano prima e sono altrettanto parecchi anche quelli che iniziano a camminare entro i due anni. Quindi non è il caso di preoccuparsi troppo se il proprio cucciolo tarda ad avere un andamento sicuro: alcuni bambini, infatti, hanno bisogno di tempo per fidarsi delle loro capacità di movimento.

Per sciogliere i dubbi, è importante chiedere informazioni ai nonni sull'inizio della deambulazione autonoma dei loro figli. E' sufficiente che si ricordino se il papà o la mamma del piccolo hanno iniziato a camminare regolarmente, intorno all'anno di età, oppure se hanno anticipato o ritardato questa tappa.

Talvolta, infatti, è probabile che uno dei due genitori abbia mosso i primi passi tardi. Se così fosse si può attendere tranquillamente il compimento del secondo anno di vita del piccolo. Inoltre se il pediatra curante valuta con regolarità lo sviluppo neuromotorio e psichico del bambino, ritenendolo nella norma, non ci sono problemi.

Se dopo il compimento del secondo anno la situazione fosse rimasta invariata potrebbe essere opportuno sentire il parere di un neurologo pediatra e di un ortopedico pediatra.

Le diversità deambulatorie tra bambino e adulto

  • Il modo di camminare del bambino è differente da quello dell'adulto: il bebè infatti appoggia contemporaneamente tutta la pianta del piede, strisciandola al suolo tra un passo e l'altro, a differenza dell'adulto che tocca il suolo prima con il tallone e poi con il resto del piede, piegando il ginocchio in modo da sollevare il piede ad ogni passo.
  • Per aiutare il piccolo ad apprendere i giusti movimenti occorre scegliere una scarpa adatta: deve avere una pianta larga e fessibile tanto che sia possibile piegare la punta di 90 gradi con la pressione della mano; deve essere di materiali naturali e possibilmente con l'allacciatura regolabile per farla aderire al piede.

PostHeaderIcon ll bambino, il suo sviluppo e i libri

Il bambino, il suo sviluppo e i libri

Durante i primi anni di vita, i bambini possono fare dei libri gli usi più disparati, ma è comunque importante che i piccoli abbiano sin dai primi mesi, contatto con i libri e con la lettura. Se voi amate la lettura, anche il bambino lo sentirà e l'amerà anche lui.

Leggere ad alta voce al piccolo ha moltissimi vantaggi:

  • crea l'abitudine all'ascolto,
  • aumenta i tempi di attenzione,
  • accresce il desiderio di imparare,
  • calma, rassicura e consola,
  • rafforza il legame affettivo tra chi legge e ascolta.

Ecco, dunque, alcune brevi indicazioni (assolutamente non rigide) che potranno servire a seguire e comprendere lo sviluppo del tuo bambino. Ricorda che i bambini seguono percorsi di sviluppo anche molto differenti e con tempi diversi: alcuni bambini, infatti, iniziano a camminare e a dire le prime parole, prima e altri dopo, alcuni possono iniziare a fare una cosa prima di un'altra e così via..

A 6 mesi il bambino

  • prende gli oggetti, li segue con lo sguardo se cadono;
  • inizia a gorgheggiare e ad emettere i primi suoni vocalici;
  • è attratto dalle foto e dalle figure del libro che cerca di prendere e di "mangiare";
  • ama la routine (es. la lettura della storia prima della nanna).

Ai bambini di questa età piacciono le ninne nanne, che accompagnano il suono della parola al movimento del corpo, al contatto fisico, alle sensazioni olfattive e visive e, talvolta, anche gustative.

 

A 9 mesi il bambino

  • sta seduto e si tiene eretto appoggiandosi;
  • afferra meglio gli oggetti, li ispeziona e li morde;
  • comincia a ripetere suoni sillabici (ba-ba, la-la, ma-ma);
  • gioca a nascondino (cucù-sette).

I libri a questa età e fino a 12 mesi devono essere possibilmente resistenti, atossici, con colori vivaci e raffiguranti oggetti famigliari o figure di bambini.

 

A 12 mesi il bambino

  • si muove a carponi e inizia i primi passi;
  • cerca gli oggetti nascosti;
  • inizia a dire le prime parole (mamma, pappa, papà);
  • tiene il libro, aiutato, e gira più pagine alla volta.

I libri devono essere robusti e maneggevoli. Le figure preferite a questa età, riguardano azioni famigliari (mangiare, dormire, giocare) e piccoli animali, mentre i testi preferiti sono ad esempio, le filastrocche. Il contatto fisico con l'adulto è fondamentale.

 

A 15 mesi il bambino

  • cammina piano con incertezza;
  • osserva le espressioni dei genitori per essere approvato nelle sue esplorazioni;
  • ripete e imita le espressioni (sorpresa, negazione);
  • non ha la pazienza di stare seduto a lungo.

Ai piccoli di queta età piacciono i libri con frasi brevi e facili, che possono imparare ad anticipare.

 

A 18 mesi il bambino

  • cammina più sicuro;
  • costruisce una torre con tre o più elementi;
  • indica gli oggetti desiderati con l'indice;
  • ha un vocabolario di diverse parole;
  • imita il linguaggio calcando sull'intonazione.

In questo periodo, ai bambini piacciono libri che parlano di animali (con versi buffi e rumori), di bambini, delle cose di ogni giorno, con frasi brevi e semplici.

 

A 24 mesi il bambino

  • corre, ma l'equilibrio è ancora precario;
  • indica le parti del corpo;
  • ha un vocabolario di alcune decine di parole e inizia a combinare due parole in ogni frase;
  • trascina i libri in giro per la casa e "legge" alle bambole.

Intorno a questa età, ai bambini piacciono le storie che danno l'opportunità di identificarsi con i personaggi, che raccontano prove da superare, che fanno ridere. Quando si passeggia con il piccolo gli si possono leggere anche le scritte, i cartelli e i segnali.

 

A 30 mesi il bambino

  • sale e scende le scale autonomamamente;
  • ha un vocabolario in rapida espansione;
  • ha intenti comunicativi e comprende molto di più di quanto sia capace di esprimere;
  • inizia a rappresentarsi in una attività che ha fatto o che farà.

In questo periodo ai bambini piacciono storie di bambini della loro età, che narrano momenti di vita comune (andare a scuola o al parco giochi), di amicizia, di fratelli o sorelle, ma anche libri fantastici, avventurosi. I testi devono essere semplici, o si possono semplificare, in modo da poter essere memorizzati, letti autonomamente o in modo che il bambino possa concludere la frase iniziata dall'adulto.

Le fiabe tradizionali (e in particolare quelle del perchè – animali parlanti che spiegano le cose) aiutano anche a proiettare all'esterno le paure e le emozioni che il bambino ha dentro di sè. Il piccolo ama scegliere la storia e farsela leggere molte volte di seguito.

 

Col tempo il bambino crescendo, acquista indipendenza nella scelta dei libri e una maggiore abilità di lettura, ma è sempre contento se i genitori gli leggono ad alta voce.

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PostHeaderIcon Pet Therapy: tra cuccioli ci si capisce meglio

Pet Therapy tra cuccioli ci si capisce meglio

E’ da qualche anno ormai, che si parla spesso dei successi riscontrati dalla Pet-Therapy in diversi ambiti. Ma la relazione tra uomo e animale è così ricca e complessa che anche le persone sane ne possono trarre vantaggi enormi, soprattutto i più piccoli.

Una delle principali caratteristiche del bambino è proprio quella di voler esplorare il mondo circostante, al fine di sviluppare la propria conoscenza. Per poterlo fare il piccolo ha bisogno di essere rassicurato e sostenuto dall’adulto, ma anche di avere molteplici stimoli esterni. Ecco che allora un cucciolo potrà offrire al bambino tutto questo.

Il piccolo, accanto al suo amichetto a quattro zampe, vive infatti un processo di immedesimazione del suo compagno, poichè lo sente simile a lui, con esigenze condivise, come mangiare e giocare. Il bimbo si sente spesso più affine all’animale che all’adulto: del resto neppure Briciola va al lavoro, non rimette mai in ordine e spesso subisce i rimproveri dei grandi.

Un gatto o un cane rappresentano per il piccolo un mondo tutto da scoprire: in primis l’animale ha un aspetto fisico differente, non comunicacome noi, ha esigenze e interessi diferrenti ed esprime la sua affettività diversamente. Tutte ‘stranezze’ che il bambino accetta con naturalezza come diversa abilità e che lo aiuta a costruire un mondo fantastico, grazie allo stupore e alla meraviglia che prova verso il piccolo amico.

Gli animali aiutano, così, ad arricchire l’immaginario dei bambini, di conseguenza chi avrà la fortuna di averne uno in casa, avrà una migliore capacità di esprimersi a livello linguistico e narrativo.


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PostHeaderIcon Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Bambino dal 10° al 12° mese

Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Bambino dal 10° al 12° mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 10° al 12° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 10° al 12° mese

  • Il bambino è in grado di comprendere semplici ordini, ma molto raramente li esegue.
  • Inizia a pronunciare brevi parole, ripete parecchi suoni bisillabici con l'evidente intento di nominare gli oggetti che desidera.
  • Accetta oggetti dall'adulto, ma li restituisce solo a chi gli piace.
  • Ripete i movimenti e le espressioni verbali che suscitano gli elogi dell'adulto.
  • E' in grado di afferrare perfettamente anche oggetti piccoli, tenendoli tra il pollice e l'indice, e se li porta alla bocca, perchè in questo modo li esplora.
  • Acquisisce una maggiore autonomia motoria: si siede, si alza, torna a sedersi da solo; cammina con le gambe allargate e le braccia estese verso l'esterno.
  • Riesce a camminare per tratti più lunghi, se sorretto per una mano.
  • E' sempre più interessato al mondo che lo circonda e vuole conseguire continui progressi, ripetendo anche ciò che vede fare dall'adulto.
  • Si sente abbandonato quando i genitori scompaiono dalla sua vista, ma riesce ad autoconsolarsi con oggetti cari, che tiene vicino a sè.
  • Apprezza sempre di più cibi nuovi, più saporiti e vuole provare a bere da solo.
  • Si addormenta facilmente: il sonno è prevalentemente notturno, di giorno, infatti, fa pisolini brevi.
  • Ama giocare con l'adulto; il gioco si basa sull'imitazione di quest'ultimo e mentre gioca comunica tramite la "lallazione".
  • Scopre nuove parti del proprio corpo e vuole aiutare la mamma quando lo veste, lo lava e lo nutre.
  • La mamma è molto soddisfatta per le nuove conquiste del figlio. Accetta più facilmente, la separazione dal piccolo. Fa i primi tentativi di organizzazione della vita quotidiana.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 10° ai 24° mesi

  • A 11 mesi, il bambino riesce ad alzarsi in piedi senza appoggio; nella stazione eretta allarga la base di appoggio e ruota posteriormente.
  • A 12 mesi, muove qualche passo se lo si tiene per mano. Afferra gli oggeti in modo corretto.
  • A 14 mesi, cammina da solo, si rialza dopo una caduta, tiene il tronco ben diritto mentre cammina.
  • A 18 mesi, cammina senza allargare la base di appoggio e muove qualche passo di corsa.
  • A 24 mesi, sale le scale da solo, si arrampica su sedie e tavoli, pone gli oggetti uno sull'altro.

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PostHeaderIcon Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del bambino dall’8° al 10° mese

Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale dall'Ottavo a Decimo Mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dall’8° al 10° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dall’8° al 10° mese

  • Il piccolo chiamato con il suo nome, risponde.
  • Comunica con gli interlocutori con presa di coscienza.
  • Piange in risposta al "no" dell’adulto.
  • Talvolta accondiscende alla richiesta dell’adulto di eseguire gesti semplici.
  • Si autoconsola attraverso il contatto con parti del proprio corpo o un oggetto caro che gli ricorda la mamma quando questa non è presente (oggetto transizionale).
  • Batte gli oggetti sul tavolo per ascoltare compiaciuto, il rumore che producono.
  • Coinvolge gli adulti nelle sue attività, scagliando gli oggetti a terra e richiedendo che vengano raccolti.
  • Afferra gli oggetti con tutte le dita della mano.
  • Sta seduto da solo e quindi diventa sempre più autonomo.
  • "Gattona", utilizzando così i quattro arti. Alcuni bambini non gattonano, ma incominciano subito ad alzarsi in piedi e a camminare, appoggiandosi ai mobili (o con il supporto dell’adulto).
  • Dalla posizione seduta, riesce ad alzarsi in piedi sempre più con facilità, aggrappandosi a qualche sostegno.
  • Indica, richiedendoli, gli oggetti che lo attraggono; gioca manipolandoli vivacemente, scopre i concetti del "dentro" e del "fuori".
  • Gioca con i propri piedini, li afferra e se li porta alla bocca.
  • Riesce a mangiare un biscotto da solo.
  • Manifesta gioia all’arrivo dei genitori, con la voce e con i movimenti, e dolore o ira al loro allontanamento.
  • Ripete molto spesso le sillabe, che i genitori intrerpretano come prime parole.
  • Gli piace fare il bagnetto.
  • Ha un ritmo sonno-veglia più stabile: di giorno rimane sveglio a lungo e s’interessa dell’ambiente circostante.
  • Gli piace ripetere i gesti che ha appena appreso, questo per confermare tali acquisizioni.
  • Tende le braccia verso l’adulto, per chiedergli di essere preso in braccio.
  • Si rallegra udendo la voce della mamma, anche se proviene da un’altra stanza.
  • La mamma aiuta il suo piccolo a comunicare con gli altri adulti e a raggiungere una parziale autonomia.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dall’8° al 10° mese

  • A 9 mesi, il bambino riesce ad alzarsi in piedi appoggiandosi ad un sostegno e si sposta più facilmente "gattonando".
  • A 10 mesi, si mette seduto da solo; riesce a rimanere in piedi senza appoggio, allargando le braccia.

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PostHeaderIcon Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Neonato dal 6° all’8° mese

Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo-relazionale del neonato dal 6° all'8° mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 6° al 8° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 6° al 8° mese

  • Il piccolo riconosce i volti dei familiari; manifesta le prime reazioni di paura verso gli estranei, alla cui vista scoppia spesso a piangere.
  • Elargisce alla mamma sorrisi, che però nega agli estranei. Appare contento quando vede la madre, la segue con lo sguardo.
  • La notte si addormenta facilmente, ma vuole una persona cara vicina.
  • Emette le prime sillabe (fase della lallazione): la-la, ma-ma, pa-pa, da-da.
  • Riconosce e ricorda i momenti e le situazioni abituali della sua giornata.
  • Prono, appoggiandosi sugli avambracci, libera una mano e afferra un gioco; supino, prende i piedini e li porta alla bocca; incomicia a stare seduto con le braccia allargate.
  • Impara a passare un oggetto da una mano all’altra.
  • Tenendo gli oggetti tra il palmo e le dita della mano, li manipola con precisione.
  • Imboccato mangia le "pappe" semisolide.
  • La mamma può tornare al lavoro (anche se assillata dai sensi di colpa) e impara gradulamente ad accettare il distacco dal piccolo, a riconoscerne l’individualità e a lasciarlo agli altri.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 6° al 8° mese

  • Al 6° mese il piccolo impara a stare seduto anche se per pochi istanti, appoggiandosi in avanti con le braccia estese. Si solleva bene sia in posizione prona, sia supina (riuscendo ad afferrare i piedini e a portarli alla bocca).
  • A 7 mesi, in posizione prona, si apppoggia su una mano sola e con l’altra afferra un oggetto posto dinanzi a sè; riesce a passare gli oggetti da una manina all’altra.
  • A 8 mesi, il babino è capace di restare seduto più a lungo, di rimanere in piedi aggrappato a un sostegno e di muoversi a carponi. Afferra gli oggetti con tutta la mano, li dà all’adulto e li riprende.

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PostHeaderIcon Lo Sviluppo Psicomotorio e Cognitivo-Relazionale del Neonato dal 4° al 6° mese

Lo sviluppo psicomotorio e cognitivo relazionale del neona dal 4° al 6° mese

Oggi si tende a preferire il termine sviluppo cognitivo-relazionale, al posto di sviluppo psicomotorio, in quanto sembra più corretto e completo prendere in considerazione l’insieme delle conoscenze, non soltanto dal punto di vista motorio, che il bambino acquisisce man mano che cresce, ma soprattutto osservando la capacità del piccolo di porsi in relazione con il mondo esterno.

Lo sviluppo del piccolo è fortemente influenzato da molteplici fattori, come: la costituzione, l’ereditarietà, lo stato di buona salute e l’ambiente, pertanto un bambino può essere più precoce nel linguaggio e più lento nel camminare, oppure può avere un ritardo apparente e recuperare poi molto rapidamente. Quindi non preoccupatevi eccessivamente se il vostro bambino non segue tutte le tappe indicate nei manuali e nelle tabelle: non si tratta di una corsa al raggiungimento di mete prefissate, piuttosto di una progressiva e costante evoluzione.

Purtroppo però, al fine di facilitarne la comprensione, è necessario schematizzare le varie fasi dello sviluppo del bambino, anche se il vostro compito sarà (coordinato con quello del pediatra) quello di osservare il vostro piccolo in tutte le sfaccettature del suo sviluppo psicomotorio: motricità, postura, linguaggio, gioco,vista, udito e altri parametri ancora.

Ma vediamo ora lo sviluppo del bambino durante dal 4° al 6° mese di vita:

LO SVILUPPO COGNITIVO-RELAZIONALE dal 4° al 6° mese

  • Il piccolo vocalizza, quando gli si parla, e tende le braccia verso l’interlocutore.
  • Ride ad alta voce.
  • Le sue reazioni variano ai toni di voce.
  • Sorride alla propria immagine riflessa nello specchio.
  • Tende le braccia verso l’oggetto, lo afferra e lo porta alla bocca.
  • Sta sveglio per periodi sempre più lunghi.
  • Si consola in vari modi, per esempio: s’infila il succhiotto, succhia il pollice, ecc.
  • Sorride quando gioca con le proprie manine, le succhia ascolta le voci.
  • Alla vista del biberon appare eccitato, tende le braccia, apre la bocca, vocalizza emettendo suoni gutturali.
  • Prono, si solleva appoggiandosi sulle mani; supino, si afferra le ginocchia.
  • Fissa la propria manina e la segue nei suoi movimenti.
  • Porta un oggetto alla bocca con una mano, aiutandosi con l’altra.
  • Afferra un oggetto tra il palmo della mano e le ultime dita, contemporaneamente è in grado di occuparsi di un altro oggetto.
  • Rotola dalla posizione supina alla prona, sta seduto con appoggio.
  • Può essere in grado di mangiare con il cucchiaino.
  • La mamma comprende sempre più l’evoluzione del suo piccolo e il suo iniziale distacco da lei, sentendosi meno necessaria. In questo periodo la mamma può tornare al lavoro, mentre il bambino inizia lo svezzamento.

LO SVILUPPO DELL’ATTIVITA’ MOTORIA dal 4° al 6° mese

  • Il bambino migliora la sua abilità nel sollevarsi dal piano in posizione prona e acquisisce la capacità di farlo in decubito supino e di cambiare posizione (supino-prono e viceversa) rotolando. 
  • Afferra gli oggetti con il pollice e le prime due dita della mano.

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  • Perchè picchia gli altri bambini 17 maggio 2012
    Talvolta suscita preoccupazione nei genitori, altre volte imbarazzo, ma l'aggressività e le diverse modalità tramite cui si esprime sono una componente del tutto naturale nei bambini: picchiare, scalciare, colpire, urlare rappresentano per lui un mezzo come un altro per esprimere i propri stati d'animo. Questo vale soprattutto sino all'età di […]
    admin
maggio: 2012
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