Amore e Rigore
di Manuela Silverswan (Introduzione a: "Capricci: Consigli Pratici di Mamme Unite")
Ricordo, quando ancora studiavamo, la tenerezza e la dolcezza con cui io e mio marito guardavamo i neo-genitori con i loro frugoletti in braccio (in verità, lo faccio ancora). Allora ci sembrava tutto facile.. visto da fuori. Eravamo sicurissimi di come avremmo tirato su i nostri figli. Finché un bel giorno ecco arrivare il nostro primogenito, Tommy, ed ecco anche svanire nel nulla tutte le nostre teorie ed i libri studiati per anni sull’argomento bimbi. All’inizio.. panico, o quasi.
Come se le cose non fossero già state abbastanza complicate, tutti (ma proprio tutti) avevano qualche opinione o consiglio da darci. Amici, parenti, suoceri, nonni, pediatri, libri, addirittura estranei incontrati per caso, tutti con formule magiche pronte all’uso per risolverci i problemi (anche quando il problema non esisteva affatto) dalla pappa alla nanna, talvolta insinuandoci il dubbio di non essere dei bravi genitori o quantomeno di non essere all’altezza della situazione.
Ma come si fa ad essere dei bravi genitori?
Per prima cosa credo che un genitore debba essere libero di fare le proprie scelte, senza sentire il peso di teorie infallibili, che talvolta si rivelano essere soltanto input negativi. E’ proprio il desiderio di essere il miglior genitore possibile, che spesso crea in noi ansie e nervosismi, inutili e deleteri soprattutto per i nostri piccoli.
Genitori si diventa con l’esperienza e certamente anche quella degli altri (magari più autorevoli in alcuni campi) è molto importante, a patto che teniate sempre presente che voi e i vostri figli, alla fine siete gli unici che contano.
Nel corso degli anni e delle mie cinque gravidanze, ho imparato ad ascoltare i consigli degli altri con molta serenità ed un pizzico di ironia; ma soprattutto ho imparato a saper discernere i pareri sbagliati, da quelli giusti per me e per i miei figli, quelli che più si addicevano alla mia situazione.
Questo infatti è il mio primo consiglio: fatelo anche voi! Leggete, informatevi, ascoltate gli altri, ma fidatevi soprattutto del vostro istinto genitoriale, soltanto così le cose saranno sempre più facili da affrontare e scoprirete che essere genitori è soprattutto una gioia, oltre che una responsabilità.
______________________________________________________
per maggiori informazioni: http://www.mammeunite.it/Capricci.html
Cellule staminali del cordone ombelicale, dove conservarle?
A cura di: Ufficio Stampa SORGENTE
Un argomento di grande importanza per le famiglie in procinto di avere un figlio è senza dubbio quello relativo alla conservazione del sangue cordonale. In ogni sua goccia, infatti, sono presenti cellule staminali di diverso tipo (ad esempio ematopoietiche e mesenchimali) che, essendo capaci sia di generare cellule appartenenti a molti tessuti sia di modulare la risposta immunitaria, rappresentano un importante strumento a disposizione della moderna medicina per il trattamento di numerose patologie1.
Ma come e dove viene conservato il sangue cordonale?
Al momento della nascita, mediante procedure del tutto sicure per mamma e neonato, il sangue cordonale viene raccolto in una sacca ematica dal personale ostetrico dell'ospedale e successivamente sottoposto ad analisi ematologiche verificando, ad esempio, l'eventuale presenza di contaminazioni batteriche. Dopo aver accertato il soddisfacimento di determinati requisiti, come ad esempio numero di cellule contenute, il campione viene sottoposto ad una serie di processi che ne consentiranno la crioconservazione presso una banca del cordone ombelicale.
Nel rispetto della normativa vigente, in Italia alle famiglie è consentito o di donare il sangue cordonale del proprio figlio presso banche pubbliche oppure di crioconservarlo presso un banca del cordone ombelicale privata, purché situata all'estero.
Nel caso della donazione pubblica, il sangue diviene di proprietà dello Stato e messo a disposizione, per eventuale trapianto, della collettività. Al contrario, il campione di sangue conservato presso una banca del cordone ombelicale privata, rimane a disposizione dei genitori del donatore il quale, al compimento del 18esimo anno di età, ne assumerà direttamente la proprietà. I campioni conservati in una banca del cordone ombelicale privata possono essere trapiantati sia nel donatore che le ha generate (trapianto autologo), sia in un suo famigliare, generalmente un fratello o una sorella (trapianto allogenico famigliare), come avviene nella stragrande maggioranza dei casi (Fonte EBMT – Survey on transplant activity 2009).
La scelta se conservare privatamente o donare al sistema pubblico il sangue cordonale del proprio figlio è una decisione intima della famiglia, la quale deve poter ricevere informazioni precise e complete su entrambe le possibilità onde cadere nel condizionamento.
Per ulteriori approfondimenti: www.sorgente.com
Note
1. Francese, R. and P. Fiorina (2010). "Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells." Clin Immunol 136(3): 309-22.
I ritmi del sonno dei bambini
Come per gli adulti i ritmo sonno-veglia di neonati e bambini varia. Sin dalla nascita alcuni soggetti necessitano di più ore di sonno rispetto ad altri. Ecco la media di ore di sonno (indicative) di cui il bambino ha bisogno, nell'arco delle 24 ore, pisolini inclusi:
- Dalla nascita a 3 mesi: un neonato può dormire 16-17 ore su 24, oppure solamente 8. Il suo sonno dipende anche dal numero di pasti che fa, specie nelle ore notturne. Altre variabili possono disturbare il sonnodel bambino come, ad esempio, il troppo caldo o il troppo freddo.
- Da 3 a 6 mesi: il piccolo crescendo ha bisogno di essere nutrito meno frequentemente di notte e, di conseguenza, i periodi di riposo si allungano. Alcuni bambini dormiranno per circa 8 o più ore per notte.
- Da 6 a 12 mesi: a questa età i pasti notturni non sono più necessari e alcuni bambini potrebbero dormire anche fino a 12 ore consecutive.
- A 12 mesi: i bambini dormono circa un totale di 12-15 ore.
- A 2 anni di età: è probabile che dormano circa 11-12 ore per notte, con uno o due pisolini durante la giornata.
- A 3-4 anni di età: hanno bisogno quasi tutti di 12 ore di sonno. Alcuni potrebbero averne bisogno di 8-10 solamente e altri invece 14. Alcuni potrebbero aver bisogno di un pisolino durante il giorno.
Le prime tappe sociali
Spesso i bambini si mostrano affettuosi e collaborativi sin dalla più tenera età: un atteggiamento deliziosamente disarmante per gli adulti. Ma si tratta di un atteggiamento innato o indotto dall'ambiente? Vediamo di capire insieme.. Ecco una breve sintesi sulle tappe sociali del bambino dai primi mesi a dopo i 2 anni:
DOPO LA NASCITA E FINO A 7-9 MESI, il bimbo non ha alcuna possibilità di 'simpatizzare' con i propri simili, in quanto non percepisce se stesso come essere autonomo bensì come qualcosa di indifferenziato dalla mamma (soprattutto durante i primi 2 mesi, il neonato percepisce se stesso come un prolungamento della mamma stessa). E quando comincia a rendersi conto della propria unicità, prova inizialmente un senso di ansia e di insicurezza che si manifesta con la paura verso gli estranei (che compare di solito intorno all'8° mese).
POI, VERSO L'ANNO DI VITA, ecco che i gattonamenti e i primi passi lo allontanano fisicamente dai genitori, permettendogli di assaporare piccoli sorsi di autonomia. Una coscienza di sè e delle proprie risorse che si rafforza nei mesi successivi, offrendogli gli strumenti emotivi per entrare in empatia con gli altri e avvertirne le difficoltà (per esempio, consolando con una carezza un coetaneo che piange).
DOPO I 2 ANNI, il rapporto con gli altri è sviluppato al punto che il bimbo smette di giocare sempre da solo. Ama molto le attività collettive e si mostra amichevole con i compagni, ma è ormai entrato nella fase in cui è pronto a difendere i suoi spazi e gli oggetti di sua proprietà anche a costo di usare le maniere forti. In questa fase il pensiero del bambino è caratterizzato dall'egocentrismo: il bambino è incapace di percepire la differenza tra il suo punto di vista e quello degli altri. Utilizza le informazioni a sua disposizione volte a soddisfare i suoi bisogni, come se avessero un valore assoluto, universale, uguale per tutti. Quanto è soggettivo diventa oggettivo per il bambino. Per il bambino non è possibile considerare punti di vista e conoscenze diverse dalle sue. Pertanto è normale che il piccolo percepisca gli oggetti come: "ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è mio". Osservando le transazioni tra bambini fino a 3 anni di età in un parco pubblico, oppure in un asilo nido, è possibile osservare il "linguaggio privato". Si tratta di una forma di monologo abbastanza comprensibile dal punto di vista linguistico, ma inefficace dal punto di vista della comunicazione. Non si preoccupa che gli altri bambini comprendano il suo discorso ed è disinteressato a quello che dicono gli altri. Nei bambini sono fenomeni assolutamente normali.
Quanto influisce la 'società' sullo sviluppo sociale del bambino?
Senza dubbio, ogni bambino preso singolarmente viene influenzato e modificato dall'ambiente culturale in cui cresce. D'altra parte, ogni volta che attribuiamo un cambiamento della natura umana alla 'società', rischiamo di scambiare la causa con l'effetto: è l'essere umano stesso a determinare le regole, e se la nostra specie ha elaborato un'educazione che ci incoraggia a essere, se non proprio egoisti, quanto meno individualisti, un motivo ci sarà.
Alcuni studiosi hanno osservato come l'egoismo infantile faccia la sua comparsa dopo i 2 anni, in quanto è un vero e proprio 'tentativo' di controbilanciare la tendenza biologica dei bambini ad aiutare i propri simili: gli psicologi dello sviluppo, infatti, ritengono che il rovesciamento dei ruoli – il fenomeno per cui è il piccolo a prendersi cura dell'adulto in difficoltà – sia alla base di gravi scompensi nella crescita.
Gli antropologi sono propensi ad attribuire l'innata capacità umana di cooperare, a decine di millenni di..allenamento. I nostri antenati, cacciatori e raccoglitori, erano riuniti in piccoli nuclei e dipendevano gli uni dagli altri per la sopravvivenza a un punto tale che, come sostiene più di uno studioso, ci siamo evoluti fondamentalmente in direzione altruistica poichè non avevamo altra scelta. L'individualismo che compare con l'età, non è altro che una forma di difesa verso i membri di altre 'tribù', in quanto fin dalla preistoria siamo portati a dare socialmente il meglio all'interno di gruppi ristretti (che oggi, soprattutto nelle grandi città, coincidono con il nucleo famigliare).
_______________________________________________________________________________________________________________________________________________
Lettura consigliata: Ebook "Mamme Unite Guida Pratica per Uscire Indenni da Pappa, Nanna, Pianto, Capricci e Vasino" di Manuela Silverswan http://www.mammeunite.it/OffertaSpeciale.html
Quando è allergico all’ossido di zinco
Il culetto del tuo bambino è sempre arrossato? Attenzione potrebbe essere allergico all'ossido di zinco contenuto praticamente in tutte le creme per e paste protettive per il cambio del pannolino!
Lo zinco, infatti, pur essendo una sostanza inerme e quindi ipoallergenica (e per questo usata di frequente nei prodotti cosmetici per l'infanzia e per le pelli sensibili), può a volte provocare reazioni cutanee. In questo caso, la prevenzione migliore contro le dermatiti è lasciare il più possibile il piccolo con la pelle scoperta, soprattutto quando fa molto caldo. Il sudore, unito all'ambiente acido che si forma all'interno del pannolino, favorisce la comparsa di arrossamenti.
In caso di irratazioni, invece di usare le tradizionali paste che contendono ossido di zinco, si può optare per una crema a base di ingredienti vegetali come l'olio di emu, ricco di acidi grassi essenziali che hanno proprietà antinfiammatorie, e quello di aloe, emolliente e rinfrescante.
ATTENZIONE AI PRODOTTI SOLARI
In caso di allergie allo zinco, bisogna fare attenzione anche agli scermi solari. In genere quelli più adatti per i bambini contengono proprio questo ingrediente perchè forma uno scudo riflettente contro i raggi Uv e provoca meno reazioni cutanee rispetto ai filtri chimici, che invece agiscono assorbendo le radiazioni. In alternativa all'ossido di zinco, che si individua leggendo l'etichetta (ZINC OXIDE), si può scegiere un solare a base di biossido di titanio (TITANIUM BIOXIDE), che agisce allo stesso modo, formando cioè una sorta di schermo fisico.
_______________________________________________________________________________________________________________________________________________
Lettura consigliata: Ebook "Mamme Unite Guida Pratica per Uscire Indenni da Pappa, Nanna, Pianto, Capricci e Vasino" di Manuela Silverswan http://www.mammeunite.it/OffertaSpeciale.html
La dermatite atopica nei neonati
La dermatite atopica, chiamata anche eczema, è un'infiammazione della pelle dovuta alla combinazione tra una predisposizione ereditaria dell'individuo e alcune cause esterne (allergie, fattori psicologici, sostanze irritanti). In altre parole, alcuni bambini nascono con un tipo di pelle particolarmente sensibile a certi agenti, che non hanno di solito alcun effetto su altri bambini.
La dermatite fa la sua comparsa tra i due e i sei mesi di vita. All'inizio si manifesta in modo simmetrico sul volto (guance, fronte e mento), talora anche sul collo e sul torace; nei mesi successivi si concentra prevalentemente intorno agli occhi, all'attacco delle orecchie, in corrispondenza delle pieghe delle articolazioni (gomiti, ginocchia, polsi). Dopo i due anni tende a migliorare, pur mantenendosi presente in prevalenza nelle pieghe cutanee di braccia e gambe.
La zona colpita da dermatite è rossa, talvolta secerne liquido chiaro, frequentemente la pelle diventa spessa, dura e secca; il prurito è intenso. Il decorso della malattia è cronico, con periodi di quasi completa risoluzione delle lesioni, soprattutto d'estate al mare, e periodi di peggioramento, durante l'inverno e nelle giornate ventose o a seguito di infezioni, specialmente dell'apparato respiratorio.
Che cosa fare
- Evitate detergenti schiumogeni e profumati. Utilizzate 'detergenti non saponi', come i prodotti oleosi per bagno o il sapone di Marsiglia che è presente sul mercato anche in confezione liquida.
- Fate bagni o docce rapide, il bambino non deve stare più di 10 minuti nell'acqua a una temperatura di 34-36° C.
- Asciugate senza strofinare, ma solo tamponando.
- Ripetete l'applicazione di creme anche più volte al giorno, affinchè la pelle sia sempre ben umidificata.
- Somministrate un preparato antistaminico per bocca se il bambino presenta prurito intenso e se consigliato dal pediatra.
- Mantenete le unghie molto corte, per evitare lesioni da trattamento.
- Usate un velo di crema al cortisone, solo se consigliato dal pediatra, per 2 volte al giorno per 4-5 giorni se il bambino presenta cute secca e irritata, rossa e determinante prurito, cosa che succede più frequentemente alle pieghe cutanee e dietro alle orecchie.
- Contattate il vostro pediatra se la pelle non migliora o se presenta arrossamento, macule secernenti siero: potrebbe trattarsi di un'infezione sovrapposta che non permette il controllo della dermatite.
- Fate indossare al bambino indumenti di cotone bianco, o lino, rimuovendo le etichette, i capi non devono essere aderenti; in inverno potete adottare vestiti in pile, da evitare capi in lana, compresi cappelli e sciarpe, usate preferibilmente scarpe col cuoio.
- Di notte utilizzate lenzuola in cotone, pigiami in cotone non troppo pesanti ed evitate di coprire troppo il bambino, affinchè non sudi.
- Lavate a 60° con sapone di Marsiglia, e risciacquate a lungo, possibilmente in lavatrice; evitate l'uso di detergenti biologici e di ammorbidenti.
- Mantenete in casa una temperatura sui 18-20° (non otre perchè il surriscaldamento può causare aumento della sudorazione, che irrita la cute e causa prurito) e un'umidità tra il 40% e il 60%.
- Mettete in atto le misure di profilassi ambientale contro gli acari: il bambino con dermatite atopica ha un elevato rischio di sviluppare una sensibilizzazione agli acari.
- Evitate la presenza di cani e gatti, se possibile.
- Non fate usare al bambino colori a dito o sostanze irritanti.
- Evitate il contatto con soggetti affetti da herpes, varicella, verruche, infezioni della pelle.
- Il bambino può frequentare la piscina, ma è consigliabile prima del bagno applicare una crema idratante. E, subito dopo, risciacquarlo sotto la doccia e riapplicare la stessa crema.
Quando telefonare al pediatra
- Se si associa febbre o stato di malessere diffuso.
- Se la pelle è peggiorata dopo contatto con herpes o varicella.
- Se alcune zone presentano arrossamento a macule o con papule o con sierosità (impetigine)
- Se la dermatite si estende o non migliora nonostane le cure.
- Se il prurito è molto intenso nonostante i farmaci.
- Se si sospetta un'allergia ad alimenti o ad altro.
_______________________________________________________________________________________________________________________________________________
Lettura consigliata: Ebook "Mamme Unite Guida Pratica per Uscire Indenni da Pappa, Nanna, Pianto, Capricci e Vasino" di Manuela Silverswan http://www.mammeunite.it/OffertaSpeciale.html
Quando rifiuta frutta e verdura: 3 consigli pratici
- Il primo passo per invogliarli a consumare frutta e verdura è che i genitori diano il buon esempio. Infatti i bambini imparano per imitazione! Abituatevi dunque anche voi ad assumere regolarmente frutta e verdura.
- Il trucco è prepararle nel modo giusto: per i più piccoli è infatti importante consumare i cibi con facilità e, se possibile, condividete questo momento. E’ essenziale che frutta e verdura siano colorate e non abbiano un sapore troppo forte. L’aspetto ludico e visivo è determinante: perché non creare buffe figure con l’aiuto del tuo piccolo? Fettine di carote per capelli, due olive per gli occhi, un pomodorino per il naso, un gambo di sedano per la bocca ed ecco un simpatico pagliaccio!
- E’ importantissimo usare la fantasia anche in cucina. L’importante, però, è non mettersi in condizione di far decidere al bambino se mangiare ‘frutta o verdura’, desistendo davanti ad un rifiuto o ai capricci per ripiegare su cibi alternativi. Meglio mangiare meno un giorno che assumere abitudini sbagliate.
____________________________________________________________________________________
Lettura consigliata: Ebook "Mamme Unite Guida Pratica per Uscire Indenni da Pappa, Nanna, Pianto, Capricci e Vasino" di Manuela Silverswan http://www.mammeunite.it/OffertaSpeciale.html









